Capri in KILOphoto. Sul piatto della bilancia il peso di un catalogo

Kilophoto di gipo,Milano.
IN DIECI PUNTI L'ISOLA NEGATA.- 1.Ambiente e Consumi: inquinanti spesso loro, Lui talvolta inquinato.Meraviglioso è il luogo minacciato. 2.Anni & affanni,deprimenti. 3.Capitale in teatrino: oppressivo! 4.Denaro esibito con tesoro occultato. 5.Folla senza "follie"?: pazzesco e crudele è lo standard pubblico-privato! C'è fòla e fola.La calca stanca. 6.Moda senza modi ovvero mode con perduto modo. 7.Mordi e fuggi,scatta e scappa: da evitare rigorosamente. 8.L'ovvio in avvio è anche ovvio alla fine? 9.Tempi moderni e antiche diatribe. Litigiosità indigena.L'angolo ottuso sul tirrenico e tirannico scoglio. 10.Turismo di massa.Fuggi che ti passa? Ma i locali uomini-massa, gli indigeni contaminati capresi / masse "biologicamente non degradabili" vanno in Asia e in Africa,in consuete mete-cassa di bassa agenzia, per suonare -al ritorno- la grancassa...
Post e siti correlati.
1.-ora Faro,i palindromi di gipo,Milano. 2.-Capri,nei palindromi di gipo,Milano. 3.-Telecapri e dintorni... Nei palindromi di gipo,Milano.

Villa Malaparte a Capri,Punta Masullo o Massullo."Casa come me" la definì il geniale Curzio,ricco di molti talenti. Kurt Erich Suckert (nome anagrafico dello pseudonimo artistico conosciuto in tutto il mondo Curzio Malaparte) nato a Prato nel 1898,si spense a Roma nel 1957.Grande amico della Cina e dei cinesi -cui lasciò la villa,dando inizio a un travagliato percorso di dispute legali con altri eredi- Malaparte tenne sino agli ultimi giorni un Taccuino personale sul "Tempo illustrato", letto avidamente dai suoi non pochi,affascinati ammiratori.La sua "Casa" è un capolavoro assoluto,coraggioso e commovente.Fu più "sua" o di Adalberto Libera (1903-1963) che la progettò? Nacque da entrambi,e per me indimenticabile fu il vederla nel film di J.L.Godard Le mépris,tratto da Il disprezzo* di Moravia.Indimenticabile Fritz Lang che girava un "film nel film" sull'immensa terrazza a tutto-cielo-tutto-mare-tutt'Omero-tutti-Ulissidi... Indimenticabile il nudo totale della Bardot in quelle acque,nudo di cristallina necessità e di rigorosa comunione,contro ogni dicotomia conflittuale e peccaminosa,pagana felicità del ricordo.Chiederò informazioni ai miei amici capresi se è rimasta traccia del capomastro isolano "Mastro Adolfo Amitrano" com'è ricordato dal grande Curzio nello scritto Una casa tra greco e scirocco,quel piccolo uomo probo,silenzioso e sapiente che per mesi e mesi dialogò con lo scrittore sull'impervio scoglio e che, con mani artigiane,quasi estrasse il sogno dalla roccia, e realizzò La Casa in muratura,figlia di quel luogo e di quel luogo soltanto,anni dopo ormai screpolata dal tempo e per certi versi dall'incuria umana.E l'altro isolano Antonio Vuotto che seppe "rinunciare" al suo pezzo di terra prossimo ai Faraglioni,come dire a un pezzo di Paradiso già affacciato (1936-'38-'41) sull'Inferno di una Guerra mondiale in atto? Senza la sua "rinuncia",dicono sollecitata da Galeazzo Ciano,Villa Malaparte,Casa come me,non si sarebbe realizzata.Una grande conquista dello spirito in meno.E forse -poi poi- qualche ambientalista soddisfatto in più.Ma Casa Malaparte sembra contenere anche al suo interno,nelle sue stesse viscere -secondo una lettura quasi iniziatica,esoterica,liturgica- l'articolato e lucido progetto di una "futura rovina".Oggi è proprietà e sede della "Giorgio Ronchi" Foundation.
(gipo,Milano)
*A proposito de Il disprezzo c'è da fare qualche buffa considerazione.Rare volte il titolo di un'opera d'arte o dell'umano ingegno ha scatenato una serie di comportamenti tanto fedeli all'esplicito e dichiarato Assunto:IL DISPREZZO appunto.Godard ha sprezzantemente tradito Moravia, e fin qui nulla di male per un regista:anzi... Ma ne ha disprezzato pubblicamente l'opera in specifiche dichiarazioni.Il produttore Carlo Ponti ha letteralmente massacrato tutto il massacrabile nell'edizione italiana del film e forse anche di più,combinandone di tutti i colori... è il caso di dirlo,visto che ha alterato in peggio in peggio e per la terza volta in peggio la qualità cromatica del film.Il commento musicale di Piero Piccioni ha distrutto le musiche originali del film e la loro classica e allusiva significanza,sostituendovi consumabili superficialità produttive, il MONTAGGIO voluto dalla Casa Produttrice ha persino invertito alcune scene e sequenze finali.E poiché il capolavoro di Godard era anche una metafora sull'impossibilità di fare il cinema ecco che l'astuzia rigorosa del Caso e della Storia hanno saputo fondere in un mirabile unicum pasticciato la brutale protervia del "Ricco e Potente Produttore".Ma Villa o Casa Malaparte è un nodo di italiche oscurità,incertezze,dolorose rinunzie.Si vuole qui ricordare la vicenda molto problematica dell' ARCHIVIO LIBERA finito con sofferenza di alcuni in Francia al prestigioso CENTRE POMPIDOU,con un certo disdòro per noi.
(g.p.)



Ultimi commenti