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Nostradamus,palindromo di fine Anno

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (31/12/2007 - 18:24)



Io:* "Usi? T ' Erge Segreti suoi..."

                                      

                                              (i palindromi di gipo,Milano)

*Affermo,nel mio palindromo di fine anno, che se ti avventuri a leggere o a usare  -per via diretta o indiretta- le Centurie di Nostradamus,fino ad abusarne per colpevole sciatteria o a interpretare con "sufficienza" e sicumera  anche altri suoi scritti, Egli ti ergerà,quasi contro, il suo linguaggio criptico,per velare i suoi segreti o per demolire il tuo approccio pratico,da borghesuccio che gli ha destinato una mezz'oretta.Ma il dialogo tra il medico Veggente provenzale e i suoi lettori,ammiratori e detrattori,non cesserà mai di esistere,perché Lui ha sconvolto le coordinate spazio-temporali,ha irriso la cronologia,si beffa continuamente della manualistica da strapazzo e delle "istruzioni per l'uso",pur essendo stato,tra il molto altro,anche farmacista.Non è tipo da Falcetti insomma,né alle 7 del mattino né all'una di notte.Nella poltiglia dei suoi riferimenti vi perderete,tra i contorcimenti della "sua sintassi" strozzerete la vostra logica inefficiente e insufficiente e vi chiederete se non vi stia prendendo per i fondelli con la sua "mobile immobilità" oscura e abbagliata,detta e contraddetta nella sostanza,ossimorica e metamorfica nelle puntuali catastrofi relativizzate dalle caparbie rinascite.Eppure qualcosa di grande c'è:basterebbero le quartine d'apertura,quell' Incipit notturno e solitario,quell' Andante maestoso da Messa solenne  -Petite messe solennelle?-quella scelta senza incertezze di un interlocutore a cavallo tra i secoli,  per capire che quel qualcosa non è facile cibo da distribuire a ogni distratta richiesta  -non può e non deve essere facile-  forse è vicino al cibo celeste,  e non è per tutti... E per capire che Lui a qualcosa di grande si è quanto meno avvicinato.Sino a meritare,indifferente,l'oltraggio.

g.p.

Cfr.Altri miei palindromi su Nostradamus,in Google.

PROPHETIES DE M. NOSTRADAMUS

CENTURIE PREMIERE

"Incipit"

(Cliccare sull'immagine per ingrandire)

La "nottola di Minerva" nella notte di Capodanno.-Questa notte -era ormai il primo del Nuovo Anno- pensavo a "le pied" ovvero al "treppiedi d'ottone" usato da Nostradamus nella notte del Veggente.Si snocciolavano alcune profezie da troppi uomini temute,contrapposte a una ferma serenità del "chiaroVeggente".Le correnti volgarità sui gufi e le civette -vi aggiungiamo il barbagianni?-  mi riportavano alla mente certe mie filastrocche montane quasi affettuose sull'allocco e il babbalocco,volatili spesso "ingiustamente" associati al disprezzo e al timore della gente.Come non ricordare i versi notturni di quella familiare civetta della Valdigne? Con qualche brividino erano pur sempre,con il grido impressionante dell'ungulato tasso,voci della natura,finalmente libera di esprimersi nella notte, non offesa dalle consuete presenze antropiche della metropoli.Ma l'uomo porta sempre con sé la "sua testa",si tratti della città o della campagna,del mare o della montagna.E perciò,cominciava uno strano pendolo di riferimenti tra Nostradamus "temuto profeta di sciagure" e la civetta tout court,ingiustamente assunta a cattivo presagio.Ricordavo di avere educato mio figlio ad amare le civette,intese come volatili,e a non disprezzare mai quelle altre,intese come donne,e a familiarizzare con una associazione di idee molto diversa.Molto piccolo,in età pre-scolare,gli raccontavo di un volatile per così dire sacro vicino alla dea greca Atena,la civetta, e poi alla romana Minerva.Nella piccola casa editrice milanese dove avevo febbrilmente lavorato,era stato edito sul finire del 1975 Hegel e la Economia Politica.Avevo io stesso provveduto a far sistemare sulla volta del frontespizio una noticina di sei righe esplicativa del volatile occhieggiante nel riquadro tra cilestrino e cinerino,nel dettato della memoria cinereus o cinerigno,nemmeno fosse un tumor maligno poi estirpato, sulla copertina nera nera della collana,appena vivacizzata dal bianco poco rassicurante dei titoli,degli autori,del curatore e dell'editore.Ma nella noticina si spiegava che quel volatile noto come civetta era qualcosa di più,era la "Nottola di Minerva" di Hegel.Fu così che mio figlio da piccolissimo si faceva prendere in braccio e sollevato verso la grande,bianca libreria dello studio dirigeva la sua attenzione giusto verso il settore della filosofia,dove stazionava una civettina di panno molto bella,made in Germany,detta da noi familiarmente "la civettina di Hegel".Quella civetta dette poi il a una collezioncina di civette di tutti i tipi,via via che amici e parenti me ne facevano dono,conoscendo il mio interesse per il volatile bistrattato dai più.Ebbene tra le tante,di varia altezza,fattura e materiale una è di ottone,ottone come il treppiedi di ottone di Nostradamus.

 

 

 

Da una  tavola del XVIII secolo era derivato il disegno per quella copertina.La citazione hegeliana sembrava ammonire severamente:"la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo."

G.W.F. Hegel,Lineamenti di filosofia del diritto.Prefazione.

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