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La disfatta.Quei palindromi politici un po' così,irriguardosi?

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (25/01/2008 - 16:04)




La porte du non-retour.

Gli americani,gli statunitensi tanto per intenderci,fanno le campagne elettorali a colpi di Change! Change di qua e change di là.Da noi il cosiddetto cambiamento non si può mai? Se c'è un problema è sempre "complesso",bisogna non tanto guardare "a valle" ma sempre "a monte",se ci sono colpe sono ascrivibili sempre "agli altri" e ogni governo eredita un cumulo di problemi insormontabili dal governo precedente,che ovviamente non ne ha combinata una giusta.Quindi che ti fa il Vincitore di turno? Disfa alacremente tutto quello che "l'inimico" ha con fatica costruito prima.Poi comincia a sistemare "a cascata" tutti i propri uomini in ogni nodo amministrativo,economico,produttivo,bancario,assicurativo,d'ogni Ente statale e parastatale,d'ogni governicchio del più periferico sottogoverno.Tutti i gangli della comunicazione mediatica e simil mediatica devono essere occupati da gente yes yes,priva non solo di senso critico ma anche d'ogni idea brillante,innovativa,costruttiva.Ciò che interessa,che ha importanza è il controllo dei propri uomini,l'apparato clientelare.Sino alla prossima sconfitta e al cambio d'apparato.

I

E là* Sale?

...e decède!

I' dò R.Prodi: O.K. / K.O.! e decède, O.K. /K.O. i' do' R.Prodi,

E DECEDE.**

E' Là... Sale.

II

Sa Mas...***

I Nidi... I Dini,

O tane Senato!

"Ille..." Tu**** Rutelli:

"O tane Senato!

I nidi... i Dini,

Sa Mas?...

"Ma cos'è poi un fiasco?"   -"O bella! Un fiasco è un fiasco."

*Si fa riferimento alla "salita" sull'augusto Colle del Quirinale,laddove i capi di governo rassegnano le dimissioni o ricevono dal capo dello Stato nuovo incarico o diverso mandato,esplorativo,a termine,ponte o d'altro genere.

**Ovviamente il "decesso" dell'abile,combattivo e coraggioso Prodi è soltanto politico.

NUMEROLOGIA E ANEDDOTICA,FENOMENOLOGIA DEL CASO E CASUALITA' DEI FENOMENI.PRODI E IL GIOCO DELL' OTTO.

L'8 non porta bene a Romano Prodi: il primo governo Prodi del 1998 cade  come si suol dire "per colpa di Bertinott...i". Dopo otto anni,nel 2006 già al quinto mese di legislatura (17 maggio-ottobre 2006)  alcuni parlavano di requiem per il governo,spingendosi sino alla previsione:"mangia il panettone ma non lo digerisce".Supera una fine 2007 critica ma cade con il suo secondo governo a inizio 2008.E poi e poi: si prenda il nome del poco clemente Mastella.Quante sono le lettere di Clemente? Otto.E quante sono le lettere che compongono il cognome Mastella? Non possono che essere otto.Ma non basta.Passiamo ai cosiddetti "pugnalatori" secondo la definizione rutelliana,in un ambito più ampio rispetto allo stesso sovrappesato  Mastella.Il magro Dini quante lettere ha nel suo nome Lamberto, fatale per Prodi? Otto naturalmente.E il suo breve cognome Dini  quante lettere ha,soltanto quattro? Soltanto 4,la metà di otto,così come il magro Dini è la metà dell'abbondante Mastella.Ma ecco l'otto stupire ancora nelle ascose trame del fatal destino... Qualcuno ha preteso individuare in una dichiarazione di Veltroni un effetto micidiale sul faticoso e faticato percorso del Professore:"Alle prossime elezioni correremo da soli",affermò sicuro Walter, appassionato di cinema e forse sotto l'effetto del noto film di Bertolucci Io ballo da sola...  Di quante lettere "è fatto" il fatal V e l t r o n i ? Le conti "nonno Prodi" vicino al caminetto. Sono otto.Parola palindroma di cui mi sono occupato in un mio blog  apposito dedicato ai palindromi.Proprio io,che ho un meraviglioso bassotto di nome Otto.E un cognome breve di quattro lettere come Dini.E infine, in un parossistico fuoco d'artificio conclusivo... anche il regista Bertolucci,nel nome Bernardo, è portatore di otto lettere fatali,come Vittorio Veltroni,padre di Walter.E chi non ricorda una vicenda ormai storica,toccata sia pure di sfuggita da Marco Bellocchio in Buongiorno Notte,un film che come è stato detto e ripetuto "storico non è"? Mi riferisco alla famosa seduta spiritica o para-spiritica,pseudo-spiritica insomma o che altro fu,che sembrò legare per qualche tempo Prodi a Moro.Quando? Nell'aprile del 1978,ecco l'altro otto fatale, tra Aldo Moro (4 lettere + 4=  ancora un otto!) e Prodi. Attorno a cosa ruotavano i fatti del tempo? Attorno a Moro nel Lago della Duchessa.Duchessa fa l'ennesimo otto! E torniamo ai nostri giorni.Qualcuno dubita che Prodi possa essere un abile e convinto cattolico-liberale? Ebbene c'è qualcosa di lacerante in ciò: l i b e r a l e fa otto lettere,giusto come Mastella non solo ma anche come P.F. Casini... E vorreste negare una certa quale attrazione tra le otto lettere di P.F. Casini e le otto di Mastella? Per lo meno possibile direi,se non probabile.Persino gli ultimi consigli dell'Emerito Presidente F.Cossiga hanno le stimmate dell'Otto,che è bene scrivere con la Maiuscola perché discendono pari pari dall'Emerito,un uomo in grado di incenerire chiunque,come di recente l' ho sentito e visto fare in diretta TV nei confronti di un povero magistrato ospite di Maria Latella (SKY TV).Perché povero il "povero magistrato"? Perché Giove alias il Fulminante Cossiga,dall'Alto della sua Cattedra, è entrato da un lato nel merito del dire di quell'uomo  con aggettivi o sostantivi o aggettivi sostantivati in cadenzata e marcata  -e marchiante con bolla indelebile-  pronuncia sarda che ci asteniamo dal ripetere,potendo gli stessi apparire in questa sede  non pertinenti,sconvenienti,quasi impertinenti. E fin qui transeat... Ma sono rimasto di stucco quando,d'altro lato, il Presidente ha attaccato il magistrato nel suo aspetto,nella sua propria faccia di magistrato inadeguato,quasi fosse Carmelo Bene alle prese con il critico teatrale Guido Davico Bonino.Il Gran Carmelo,infuriato perché Davico Bonino esitava a riconoscerne l'Assoluta grandezza,sibilò a un tratto "Faccia di saponetta!",insulto non consueto bisogna ammetterlo,per così dire "creativo",in certo qual modo letterario... Niente del genere in Cossiga,che pure -se non mi sbaglio-  so avere una certa familiarità con la Kultur tedesca,non so se proprio ai livelli di un Buttiglione che il tedesco lo parla o soltanto come buon lettore del Faust goethiano.Invece il Presidente è andato giù pesante,anzi pesantissimo.Il suo Sturm und Drang è stato a livello di Blob.L'Approccio alla faccia del magistrato,reiterato,inequivocabile,impietoso,crudele, di tipo per così dire lombrosiano.Non che si sia fatto riferimento a delittuose propensioni del soggetto in questione,a criminali tendenze dello stesso...questo no! ma a palesi deficienze estetico-intellettive credo proprio di sì... Nello scriverne sono ancora stupefatto,come cittadino di questa Repubblica.La stessa Latella,pur agguerrita e pronta di riflessi in altre circostanze,nella fattispecie si è sfaldata,disciolta come neve al Sole.Dove il Sole era rappresentato dall'Emerito Francesco Nazionale,mai al tramonto e ricco non solo di Sapienza giuridica ma di Storia scritta in prima persona,tra le Quinte e pure dietro le Quinte.Dunque gli ultimi consigli dati a Prodi da F.Cossiga,discendono -contatele bene- dalle otto Auree Lettere dell'Emerito Presidente. Anche questo un intreccio fatale per Prodi.La storia dirà poi se Prodi avrebbe fatto meglio a seguire  Quei consigli.Io non mi avventuro su un discrimine di così difficile opportunità riguardante l'eventuale scelta di salire al Colle prima che si passasse alle votazioni finali in Senato ma dopo avere ascoltato le dichiarazioni di voto di ciascun partito.Una sorta di provvida sospensione gravida  di migliori conseguenze per il Professore.Ma lui Romano ha scelto il confronto "a viso aperto" e Amen.Cossiga,pur ricco di "consigli critici", non ha fatto mancare il voto favorevole al tenace e combattivo Romano.E il cielo della fatalissima notte si incendia con le crepitanti immagini degli ultimi fuochi di quelle "parole-ricordo": L'INDULTO...  Non un indulto qualsiasi ma quell'indulto,l'indulto per eccellenza,L'Indulto mastelliano che tanta impopolarità ha rovesciato sul capo del governo: otto lettere fa L'Indulto,elle compresa.Che mi resta da dire?Siamo agli sgoccioli del Fato...  La parola Tasse fa cinque lettere,cinque come le dita di una mano.Perché non la sentite una mano amica? Perché vi sembra la mano del Commendatore quando trascina Don Giovanni all'Inferno?Anche il FISCO fa cinque lettere come Tasse e la cosa ha  non dico una sua bellezza geometrica ma per lo meno un esatto rigore formale.Provate a mettere su su  nel Cielo degli Obblighi  -come un Dio-  la parola FISCO e scrivete sotto la parola TASSE,echeggia come Figlio di Dio,non è priva quella parola di una sua esattoriale grandiosità,  grondante severa Teologia.Ma il segno evidente del Fato sta nell'Epifania grafica,nel disvelamento di un Nome o cognome Unico come lo Spirito Santo in Terza riga,sotto il Padre Fisco e le Tasse "Figlio"... PADOA è quel Nome,terrore delle genti.E non è Tutto.Di quante lettere pensate che sia composta la parola Evasione? Otto lettere del Destino,come otto sono per sempre le lettere dello S C H I O P P A : otto lettere di fuoco che tracciano nel cielo notturno percorsi d'Addio. E non si pensi che il critico dello Schioppa fosse qualcosa di diverso.Tremonti,come un compiaciuto e un po' querulo Grillo Parlante, incombeva con altre otto lettere... Ora,signori miei,turatevi il Naso perché si finisce nella puzza più immonda.Cumuli,chilometri di spazzatura sommergono quella che fu la Campania felix.I responsabili dello scempio non hanno alcuna intenzione di dimettersi.Per loro -Innominabili- il sostantivo dimissioni,il verbo dimettersi NON esiste.Sanno che,se si staccano dalla preziosa "poltrona dei poltroni",quella poltrona non la recuperano più,la perdono per sempre.Gli Innominabili di qualsivoglia regione o sito italiano non hanno alcuna parentela né morale,né intellettuale, né politica con Enrico de Nicola o Ugo La Malfa che delle dimissioni  fecero una piccola arte di specifico "artigianato" non privo di divertenti vene ironiche...  Quella gente ha per valore primario nulla più del sottogoverno,molto sotto,che sembra affondare nel ventre putrido,nelle budella fetide di una Napoli degna del Teatro di Toni Servillo.Come ultima ratio ecco il tentativo,difficilissimo,di mettere riparo ai guasti di anni con un Commissario Straordinario,bravo e capace quanto si vuole ma che dovrebbe avere più capacità salvifiche di un depresso e corrucciato San Gennaro,offeso nelle ampolle del suo Sangue rappreso,quasi indignato e recalcitrante nella tardiva liquefazione.Con cosa si vuol mettere riparo alla liquefatta moralità,alla disfatta coscienza,con un duro,energico solerte e poliziesco palindromo G.d.G.? Sul povero Prodi, nella giostra politica,volteggiavano sinistri otto volanti... Chiunque sappia contare potrà contare le otto lettere  sinistre delle E C O b a l l e (8) del P e c o r a r o (8) nella s i n i s t r a  (8) C a m p a n i a (8). Tremendi,infausti otto per l'abile e tenacissimo Prodi.E non ce ne voglia il verde Pecoraro se privato dello Scanio gli togliamo forse quarti di nobiltà.Ma è esattamente ciò che si voleva fare dal momento che quel cognome,privato del doppio riverbero, è anche omonimo di una rispettabilissima Impresa di Pompe Funebri. Cui ivi si fa riferimento per puro gusto di metafora o per una sorta di rappresaglia linguistica,visto che amici napoletani e campani sono indignati sino all'esasperazione per l'insopportabile stato delle cose,segnalato da MESI E MESI senza alcun risultato... E forse è una mia invenzione che giovani e anziani,madri e figli ci stiano rimettendo la salute e,in alcuni casi,siano finiti già sottoterra preda di tumori e altre malattie terribili? A che serve essere ministro dell'Ambiente se l'Ambiente va clamorosamente a rotoli? Pecoraro direbbe che c'erano "colpe pregresse",ereditate,riflesse,circonflesse,accentuate,condizionate,sviluppate,esacerbate,mistificate,occultate,complesse,da da leggere,da leggere con attenzione,con molta attenzione,con infinita attenzione fino alla dis-attenzione alla disaffezione e alla distrazione,fino all'astrazione forse... -in giudizio e pregiudizio e metagiudizio viscerale- mai fino all'azione in situazione dovuta,che deve essere valutata,soppesata,inquadrata,riscritta e circoscritta quando non amplificata,regionalizzata,nazionalizzata, da rileggere quindi,da ascrivere,da circoscrivere,da iscrivere,da virgolettare,da maiuscolizzare,da non minimizzare,da contestualizzare,da minimizzare da polverizzare.Insomma Lui non c'entra! E' fuori dal centro,è periferico e stratosferico,spaziale e celestiale,marino e sottomarino:Yellow Submarine? Oh Scanio! Per questo ti occupi del disturbato volo dei gabbiani  sullo Stretto e della palese irritazione dei Delfini? Quousque tandem abutere, Ascanie, patientia nostra? No era quasi impossibile per il caparbio e orgoglioso Prodi  -cattolico liberaledella dotta Bologna-  con "quella" sinistra irresponsabile volare Alto.Onore delle armi,caro Professore. Volare? Altro che Modugno! ALITALIA fanno otto lettere fatidiche.E MALPENSA altre otto fatali, fatali non certo fatate.Si può ragionevolmente pensare di umiliare il gigante lombardo con impunità politica? Poi qualcuno scrive che caratteristica  prodiana è quella di non portare a termine la legislatura.

***Ci si riferisce qui all'ex ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella,ritenuto da molti l'artefice della caduta di Prodi.Ma la mia opinione è che Mastella ha se mai  inferto il colpo di... grazia a un governo già barcollante da mesi.Significative in tal senso le dichiarazioni di Dini di fine dicembre scorso:"La maggioranza non esiste più!" Insomma "nidi di vipere" e "tane di rospi" velenosi al Senato o, se si vuole, cattolici vendicativi e traditori pronti all'agguato.

****Francesco Rutelli ha parlato di "pugnalatori al Senato".Suggestioni dell'antico "cesarismo" romano?

Voce correlata.Un caso di immonda censura.Segnalo il fatto a TUTTI gli uomini Liberi.-

1.-Un mio post del 23 febbraio 2007,PRODI,BONJOUR TRISTESSE.Con una significativa,da me contestualizzata illustrazione,del pittore rumeno Valentin Timofte:Requiem.Illustrazione,dopo alcuni mesi,sottoposta chissà perché a censura.Con la sua elegante figuratività non offendeva certo nessuno.Forse "prefigurava" troppo bene il futuro.E il futuro,puntuale, è arrivato.Gli imbecilli e i cortigiani sono serviti.   2.-link a Requiem,di Valentin Timofte,2001,Acrilico su tela.  2.2.-Pittorika,collezione privata d'arte contemporanea.

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agend@sumusnonsumus non è un periodico

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (24/01/2008 - 13:11)



 

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Voci correlate.

1.-Agend@ sumusnonsumus,in Google.   2.-Cfr.Nota del redattore (N.d.R. ).Il redAttore.Frammenti di redAttorialità.    3.-Nota del redattore,in Google.

 

 

 

 

 

 

 

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A LOYOLA

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (20/01/2008 - 00:38)

A Loyola

                 (i palindromi di gipo,Milano)


S.Ignazio di Loyola S.J.

Collezione di santini. / Archivio privato Gioacchino Poli.


"Perinde ac cadaver".Allo stesso modo di un cadavere.Proprio come un cadavere.E' il motto di Sant'Ignazio di Loyola (Loyola 1491 -Roma 1556),fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti),che fa riferimento al particolare voto di obbedienza che gli stessi Padri devono al Papa.La propria volontà,le proprie istanze della sottomessa persona,individuali o rappresentative di una gerarchia,devono scomparire come se  l'individuo fosse un cadavere,dinnanzi alla speciale obbedienza dovuta al Papa. Il cosiddetto "quarto voto",dopo i Voti solenni di  Povertà,Obbedienza e Castità.Sulla differenza tra voti semplici e solenni e su altra terminologia gesuitica,puoi consultare il sito Gesuiti.it / Glossario dei termini gesuitici.Il sito contiene una iconografia più pertinente e corretta (cartoline ignaziane ecc) rispetto all'immagine presentata,quel teschio quasi bersaglio -in cerchio rosso- su fondo nero.Ma la Chiesa cattolica,il Papa,alcuni ordini cattolici,molti militanti non sono forse oggetto di un vero e proprio tiro al bersaglio da parte di alcuni settori,pur minoritari, della società civile e politica,culturale e scientifica italiana? La mia irrefrenabile vocazione al palindromo -e alla comunicazione per palindromi- mi costringe all'autocitazione sul cadaver:

 "Re vada cadaver!".             (i palindromi di gipo,Milano) 

                                                   Quanto e come abbia influito,nel corso dell'esistenza, la mia quinquennale educazione gesuitica leccese degli anni dell'adolescenza,crudamente poi contrastata -a livello interiore- da una sterzata laica e libertaria non so dirlo.Certamente molti anni della mia vita sono stati un pendolodifficile,quando non amaro,tra i due mondi.Per esempio,al "Perinde ac cadaver" dei Padri Gesuiti andai a un certo punto accostando il "Nei secoli fedele" dell'Arma Benemerita.E persino il film della memoria personale,per anni in una Sala Ricevimenti del mio Collegio Argento,mi presentava il flash delle Autorità,del Potere Costituito intrecciato a immagini religiose e militari,civili e politiche dell'Ordine da rispettare,in un Dovere Dato,indiscutibile,anche se via via sempre più discusso.

A Loyola:

A Papa, or è "Nero": a Papa*...

A Loyola!

                       (i palindromi di gipo,Milano)

Lo spagnolo Padre Adolfo Nicolas della Compagnia di Gesù. A.M.D.G. Ad Maiorem Dei Gloriam, Per maggior Gloria di Dio.

20 gennaio,domenica ore 13.Roma,Piazza San Pietro.Benedetto XVI all' Angelus.Presenti in piazza e in via della Conciliazione 200.000 persone convenute in segno di solidarietà con il Pontefice per l'assurda vicenda dell'Università romana "La Sapienza".Si vedono striscioni  semplici ed espressivi,densi di significato.Si ascoltano frasi gridate con il cuore ma che non offendono alcuno. LIBERI di ASCOLTARE.    La SAPIENZA è di DIO. Il Papa nel breve discorso appare quasi di buon umore,ha un piglio deciso ed entra subito in argomento,senza tergiversare,senza inutili giri retorici.Riafferma l'esigenza dell' unità per i cattolici,cita San Paolo e ribadisce il suo amore per la ricerca della verità.Invita al rispetto delle opinioni altrui e al  dialogo. "Ricercare con spirito di libertà la verità e il bene",puntualizza il Papa.E -intervistato-  il cardinal Ruini afferma che non c'è stata alcuna prova di forza,non è davvero il caso di definirla così: ma,corregge, una "prova di gioia,di affetto e di vicinanza".

1.-Collegio Argento Lecce,in Google.   2.-Il gabinetto di fisica del collegio "Argento".   2.2.-Op.cit.,p.14,vedi Sale di ricevimento.   3.-Icone di guerra,icone di pace.In Google.   4.-Cfr. vedi cit. Sant'Ignazio di Loyola in "Mia madre,di nome Maria",14 marzo 2005.In TVeTV.   5.-I Gesuiti a Milano: il San Fedele.   6.-Esercizi Spirituali Ignaziani,in Google.

"O memo: Rever... O Memo..."   (i palindromi di gipo,Milano)

La Compagnia Trionfante...   (I Rev. Padri Gesuiti nel mio ricordo)  1.-p.Antonio Chetry S.J. (Casarano 1913-1984).Ho verso di Lui un piccolo debito di riconoscenza.Mi aiutò,in un momento difficile,a trovare un lavoro "da assistente o prefetto" in un Istituto religioso presso i Padri Giuseppini a Modena,in viale Storchi:un nome che mi porta a... Teatro.Presso quell'Istituto il cibo era buono e abbondante,annaffiato poi da un lambruschino frizzante quel po' da levar grazie a Nostro Signore e al reverendo padre Chetry,che Iddio lo benedica tra il profumo fresco e fruttato di quel vino,persistente oltre i decenni.Per non parlare dei giorni di festa in cui veniva servito un ottimo cotechino con delle generose,bibliche lenticchie.E vale poi tanto  chiedersi a quale varietà appartenesse quel Lambrusco benedetto,se fosse Lambrusco di Sorbara o Grasparossa di Castelvetro? Non era né l'uno né l'altro perché,socchiudendo gli occhi,ancora ne vedo il colore rosso rubino carico di speranza,con spuma dagli orli violacei  come le promesse di una donna sognata.Perciò ho pochissimi dubbi, tutto rimanda al Salamino di Santa Croce.Il viale Storchi era spesso immerso nella nebbia.L'aria fredda e pungente era bellissima.Ero andato via da Lecce "cercando" l'inverno e le stagioni.Ho a lungo detestato le stagioni "molli" ovvero i luoghi dove non si avvertono i morsi del freddo invernale.Voglio citare dello stimato padre gesuita un'opera di cui bisbigliavano sorridendo -e con una punta di malizia,quasi il padre Chetry si fosse lasciato andare a una frivolezza al limite del lecito-  bisbigliavano dandosi di gomito tutti i giovani allievi appassionati di calcio, soprattutto quelli più avanti negli anni,delle classi superiori: Il gioco del calcio esposto in latino (Bari,1954).Mi piacerebbe trovarne una copia,perché io quel calcio esposto in latino messo su carta bello e stampato non l'ho mai letto.Ma lui da vari anni,anche precedenti all'edizione, mostrava interesse per la traduzione in latino di termini moderni:  per es. cannocchiale,radio,scafandro,palombaro,sottomarino,bomba,carro armato,radar,antibiotico,radiologia,raggi x ecc.

2.-p.Giuseppe De Bonis, in Google S.J. (Lecce 1913-1992).Il Cineforum del Collegio Argento è in qualche modo legato all'immagine sorridente di padre De Bonis,occhialuto,guance rubiconde di una paffuta dinamica cordialità.Mi sono chiesto qualche volta se il sorriso di padre De Bonis non fosse in qualche modo legato alla consapevolezza di annunciare,presentare "momenti lieti,interessanti" e anche mondani,di socializzazione giovanile pure "tra i due sessi" che aveva occasioni di bisbiglio,di chiacchiericcio furtivo  e scoppi di piccolo chiasso...  represso con qualche batter di mani energico,la mano destra a colpire sveltamente il palmo aperto della sinistra.Uno dei primi film visti nella Sala del Collegio,forse addirittura il primo,fu Le  chiavi del Paradiso (1944,anno di produzione),visto nel 1945 o '46,interpretato da un Gregory Peck a inizio carriera,ma già sfolgorante. Il film sembrava soddisfare  in pieno le tematiche dei Gesuiti: il protagonista  era un padre missionario in Cina,teatro già di per sé "tipico" della combattiva e intelligente battaglia dei Gesuiti nella storia e nel mondo. Una bella fotografia in bianco e nero e una musica funzionale,efficace facevano del film una macchina strappa-applausi,e della storia raccontata un racconto edificante. 

3.-p. Raffaele De Bury, in Google  S.J. (Napoli 1896-1981). "Chi è Dio?" "Dio è l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore del cielo e della terra." Non so se abbia ecceduto in maiuscole rispetto al Canone della Forma obbligata e dovuta o,d'altro canto,abbia penalizzato con due minuscole il cielo e la terra.Certo è che sull'adolescenza inquieta una parte la ebbe l'insegnamento  del Catechismo,il cui corretto apprendimento trovava un premio,una gratificazione in alcuni dischetti metallici chiamati medaglie. Come alle Olimpiadi,il valore venale delle stesse -di quell'oro e di quell'argento- era nullo ma quello morale altissimo.Del resto anche il brillìo della medaglia d'oro era tutta un'altra cosa.Il conferimento ad personam presupponeva un salire su un palcoscenico,nell'occhio di bue,e non ricordo più tanto bene se offrire anche il petto orgoglioso alla spilla e a quella sfiorata lieve meravigliosa puntura... o se comportasse soltanto il ritiro di un diploma e di un astuccio.Certo che lo scroscio degli applausi sembrava proporzionale all'oro e all'argento,mentre ai degni di lode  toccavano i "resti" di quegli applausi,qualche battuta isolata di mani forse di un congiunto più irritato che esaltato,nemmeno sostenuto da una claque vigorosa.  

4.-p. Giuseppe Germier, in Google S.J. (Napoli 1906-1979) San Bernardino Realino,Libr. Editrice Fiorentina,pp.172.  

5.p. Pisani, in Google. Padre Pisani lodò per qualche anno una mia recita alla Sala Dante,la "Dante Alighieri".Vissi un po' di rendita  per quel successo.Recitavo un Pater Noster inizialmente fervido,poi via via interrotto da qualche mio perfetto sbadiglio e da cedimenti ai diritti  naturali del sonno.Si noti che,nella finzione,il tutto avveniva mentre il bambino era intento a studi elementari.Un primo conflitto,è il caso di dirlo, tra cultura e natura,tra spirito e corpo. Un bozzettismo realistico che mi portava a far scivolare i gomiti su un tavolino e a recintare con le braccia un comodo spazio entro cui adagiare la testa innocente e bionda. (Applausi)  Padre Pisani,chissà perché, mostrò di  attendermi  fiducioso e divertito nell'avanzamento degli studi classici. 

6.-p.Tufano (ministro).E' vero che le persone basse di statura hanno bisogno del comando o riescono meglio nel comando? Nel corso degli anni,ogni tanto ho sentito porre l'annosa questione o vexata quaestio... Lasciando da parte Napoleone e Hitler,Mussolini e Fanfani e considerando tempi più recenti,risulterebbe evidente come Prodi e D'Alema siano riusciti a guidare governi e Piero Fassino, di altezza fisica e di magrezza e pallore smisurati, si sia dovuto accontentare di guidare un partito.Anche Prodi è un basso che comanda moltissimo a confronto del suo mortificato portavoce, alto e pallido ed emaciato pure lui.Qualche volta però l'ho visto,il portavoce, assumere espressioni da Gabinetto del dottor Caligari, capolavoro del muto.Persino nel variegato panorama della Sinistra unita e divisa,di lotta e di governo,troverete i "bassi" Giordano e Mussi,con abbondante ciuffo distintivo,un passo avanti a parlar nei microfoni rispetto all'Alto e preparato Cesare Salvi e all'elegante e caustico Angius,di ben altra presenza.Non parliamo dell'opposizione di centro-destra, dove il Cavaliere Mediatico si è divertito per anni a sovrastare,con il piccoletto e volitivo Arrigo Sacchi, i giganteschi Gullit e Van Basten e ha messo in necessaria anticamera il rigenerato Fini, ben più prestante metro alla mano.Insomma padre Tufano era il padre Ministro e comandava l'Universo Gesuitico del Collegio con piccola statura inversamente proporzionale alla sua autorità e direttamente proporzionata al suo studiolo,bene illuminato da una finestra interna con rigorosa tenda ma veramente piccolo,dove l'eventuale rimprovero o rimbrotto sembrava ingigantirsi e far scoppiare le pareti a ridosso.Si deduceva da ciò che l'autorità del padre Ministro non ristagnava in quello studiolo ma era per così dire fluttuante,accompagnata e diffusa da una sua mobilità di passo,sempre temibile e presente nei lunghi corridoi e per i solenni scaloni. 

7.-p. Tufano (prof. Lettere)."Ego sum anima lunae".Padre Tufano,professore di Lettere alla Scuola Media,era cugino del Padre Ministro ma non era basso di statura come il detentore del bastone del comando: era invece di un'altezza e di un aspetto tanto normali da essersi completamente cancellato dalla memoria.Non così alcuni suoi comportamenti didattici,ancora vivi nel ricordo di una sua gestualità astratta,senza volto,e di una voce dal timbro sicuro uscito dal Nulla.Uno -tra  quei comportamenti- era permeato di un certo spirito agonistico,l'altro di un certo spirito umoristico.

                                            [Continua.Ogni paragrafo è suscettibile di "accrescimento narrativo".]

 

*Perché dovrei dimenticare la "signorina Scurti" della Scuola Elementare,una maestra che mi sembrava di mezza età,un po' pingue ma di una pinguedine dignitosamente sfatta,con gli occhiali,vestita con un "pesante" tailleur scuro,forse blu,che ne accresceva la stazza di media altezza,larga di severità affettuosa e un po' oscillante con un dondolio da barcone sui tacchi sempre neri, una borsa nera al braccio nella quale conservava una piccola scorta di grosse matite rosso-blu e una caramella Perugina e un corto pettine d'osso e una gomma morbida per cancellare e una più dura e una stilografica a inchiostro che non usava mai e un artistico tempera-matite cui sembrava molto affezionata,una sorta di burbera benefica sicurissima nello scegliermi per affidarmi cose da imparare a memoria,poesie,discorsi,presentazioni e quanto altro attenesse alla liturgia scolastica del tempo? Non sono scomparsi nella nebbia i suoi occhi scuri a palla dietro le lenti,la voce robusta che faceva l'appello,la stessa voce che un giorno chiamò "Carloni!" due volte,e Carloni rispose "Non vengo" e lei chiese "Perché?" e Carloni disse:"Perché sono fiacco".Fiacco? E che significava fiacco? Era senz'altro qualche strano impedimento... Fino a quel momento non solo non ero mai stato fiacco ma nessuno attorno a me nemmeno in famiglia lo era stato.Possibile? E poi era qualcosa che uno poteva dichiarare così ad alta voce,anche se con un certo sforzo.Il banco di Carloni era vicino al mio.Girai la testa verso di lui e per la prima volta nella mia vita vidi uno fiacco.

 

Collegio Argento, Liceo-Ginnasio Parificato Lecce

I PREMIATI  DELL'ANNO SCOLASTICO 1945-1946, 25 marzo 1947,pp.1-26.

Tipografia La Commerciale di Davide Sambuchi,  Lecce,1947

Archivio privato  Gioacchino Poli.

Nell'ovale fotografico,pallida citazione della memoria,il piccolo monumento celebrativo a padre Nicodemo Argento ("prima pietra" dello storico edificio scolastico 1888-1896 fine lavori),gesuita fondatore dell'Istituto che porta il suo nome "giunto a Lecce nel 1872" e ivi morto nel 1905. "Du lu mandi,a padre Argentu?"- chiedeva il vecchio zio in dialetto leccese per sapere in quale scuola sarebbe stato iscritto il nipote."Dove lo mandi,tuo figlio a studiare,da  padre Argento?"  Il busto di "padre Argento"  -come veniva chiamato con affetto e considerazione dai leccesi,quasi fosse sempre vivo e operante-  campeggiava in una piccola aiuola recintata antistante all'ingresso del Collegio (clicca per ingrandire).Quell'ingresso scuro di legni e lucente di ottoni, pulitissimo,ordinatissimo pareva governato da cerberi severi e implacabili.Le porte del sacro luogo erano ben custodite.

A MAGGIOR GLORIA DI DIO / A DECORO DELLA RELIGIONE / AD INCREMENTO DELLE LETTERE E DELLE SCIENZE / SI PUBBLICANO / I NOMI DEGLI ALUNNI / CHE NELL'ISTITUTO ARGENTO / DURANTE L'ANNO SCOLASTICO 1945-'46 / PER BONTA' E PROFITTO NEGLI STUDI / MERITARONO PREMIO E LODE    (pag.3).

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Benedetto sia quel Nome,sedici volte Benedetto

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 16:13)






Giandante X.Matita su carta.Studio 1940?

In questo blog si è già fatto riferimento alla vita marginale ed emarginata di Giandante X  (1899-1984),anche autoemarginata ,al rifiuto del suo nome non solo ma persino della sua identità anagrafica,con atti anche clamorosi che sfiorarono l'autolesionismo.Un viandante difficile e scontroso insomma Giandante X,nelle sue peregrinazioni umane e artistiche.GiandanteX cercava una sua verità non di comodo,in tempi in cui le verità di partito,anzi del Partito erano a portata di mano e di... portafoglio.

La scelta di questa immagine è dovuta a quell'uomo chino, che sulle prime sembra stia cercando qualcosa o raccogliendo qualcosa, ma forse sta piantando nella terra qualcosa,un seme che è una speranza,la speranza di una nascita e di una rinascita.L'uomo appare intento verso il suolo,non c'è alcuna fretta nel suo gesto,tutto il suo essere è proteso ma non teso se non nell'interiorità di un atto esteriore ed esterno,che si svolge -c'è da giurarlo- all'aria aperta,in un campo. Il corpo è raccolto e il capo non contiene distrazioni.L'azione è lenta,misurata,concentrata.Non è forse quest'atto, umile e solitario,un atto religioso?

Ultimo colloquio di S.Benedetto con S.Scolastica.

Collezione di santini / Archivio privato Gioacchino Poli.

Sul verso è curiosamente annotato "a penna",con macchia d'inchiostro:"Eugenol   Calabrese Sciroppo Balsamico del Cav.Carmine Calabrese      Barletta". Chissà...  forse, con italico comportamento, qualcuno aveva sì affidato le sue speranze a S. Benedetto e S. Scolastica  -DUE è meglio di uno?- ma poi si era rivolto anche allo sciroppo dello stimato Cav. Calabrese. O forse il santino era stato usato come carta per annotazione da tenere in bella evidenza,da non smarrire.

Ma,in fondo,la preghiera non è anche un balsamo? Il santino attiene alla preghiera.E la breve nota,l'appunto per così dire farmaceutico letto sul verso del santino presentato e fedelmente trascritto qui sopra attiene a uno sciroppo balsamico.Le due cose,apparentemente distanti,di cui si è anche cercato di dare una interpretazione:associazione mentale o casualità? sono in realtà meno distanti di quanto possano apparire a prima vista.La preghiera,negli ultimi decenni,è stata via via accantonata e addirittura irrisa.Persino pubblicamente,dai mass-media, è stata fatta oggetto di sarcasmo,come cosa inutile,atto facente parte di comportamenti tipici di "beghine" in via di estinzione.Ma lo stesso termine di beghina,affermatosi in senso spregiativo,potrebbe invece fare riferimento agli antichi beghinaggi del Belgio,comunità di pie donne oranti sorte in Belgio nel XII secolo e sopravvissute sino ai nostri giorni nello stesso Belgio e in Olanda.La preghiera può essere un balsamo e può rappresentare una ricerca di rapporto in senso verticale,uomo -Dio, e orizzontale,uomo-uomo... Non si capisce perché i centri di potere politico,economico,culturale e consumistico debbano via via espropriare ogni angolo di vita per imporre varie forme di controllo secondo valori egemoni.Salvo poi in alcune circostanze a pentirsene, per la fragilità e inconsistenza di quei valori.

Stesso discorso vale nei confronti di certo mondo monastico.Delle cosiddette monache di clausura si accettano con qualche sorrisetto "pregevoli manufatti residuali" di ricamo o di gastronomia:"pesci natalizi" o "agnelli pasquali" di pasta di mandorle,cassate alla  siciliana e marmellate e dolcetti nuziali.Provate a immaginare Clarisse o Carmelitane Scalze piegate sul restauro di antichi ricami destinati a rinverdire status di nobiltà per fragili matrimoni cattolici celebrati "in pompa magna" per poi naufragare nelle attizzate lotte legali e notarili.Piegate sul ricamo le Clarisse vanno bene.Le Carmelitane,immaginate in ogni tempo e luogo e circostanza scalze,vengono ancora definite brave.E gli arredi sacri -sacri al fasto e  alla festa-  come pensate si siano potuti salvare se non attraverso il lavoro (extra-sindacale?!) di monache devote? Anche tanti arredi di palazzi patrizi devono la loro sopravvivenza all'apporto alacre delle monache: tende e tovaglie,coperte e veli da messa,lenzuoline da battesimo e guanciali,camicie preziose di carnalità devota e fazzoletti per bara da ultimo viaggio. Tutto un mondo di piccolo artigianato di qualità sembra giustificare in extremis  l'assurda vita della "clausura".Ciò perché in qualche modo "rientra" il concetto di utilità,utilità di una economia residuale,marginale ma pur sempre economia.In qualche modo le monache,quelle monache,servono a qualcosa.Pian piano addirittura,nell'Europa di oggi,potrebbe delinearsi una mappa di questo artigianato mistico o para-mistico.Ceste e oggetti in rame,sculture in legno e terracotte e recipienti in canna fanno da corona al panorama dei ricami a intarsio,dei tessuti al telaio,del macramé e del ganchillo.Ma esaurito l'excursus del o "nel" mistico "irriso ma utile",si arriva al nòcciolo della questione: vita attiva e vita contemplativa...  Il dualismo Attivo/Contemplativo non è in realtà per nulla ammesso,accettato.Tutto ciò che è "attivo" sembra quasi avere il lasciapassare della positività e,viceversa,tutto ciò che attiene al "contemplativo" è visto come passivo,negativo,parassitario.Quindi intanto da biasimare e deridere,e poi da conculcare,eliminare,spazzar via,dimenticare...  Il mondo rifiuta il mondo della clausura che a sua volta rifiuta il mondo.Il doppio cerchio sembra chiudersi con una doppia inclusione/esclusione.

Tombolo devozionale.-

(Manufatto della signora Anna Aufiero,originaria di Montefusco,Avellino.)

Foto di Tyle Turcato.

Ma la preghiera  -giudicata inutile dai più-  ecco che opera un effetto profondo.Da cosa parte la preghiera?Da un bisogno,che viene però in qualche modo "attivato" da una "vita specchiata",altra da noi.La preghiera sorpassa,aggira,rompe,frantuma le coordinate spazio-temporali.Esiste forse lo Spazio circoscritto se io mi raccolgo in preghiera,da solo o con altri, nel luogo profondo da me vissuto in quel momento per un fine che riguarda altri uomini in altri luoghi da me distanti? No,non esiste.Ed esiste forse un tempo,se io medesimo -da solo o con altri uomini- finalizzo la mia preghiera verso qualcuno vissuto anni prima o decenni o secoli? No,il tempo non esiste. E non esistono nemmeno,se lo voglio -da solo o con altri-  differenze di razza e di religione,di sesso o di età,di condizione sociale,economica ecc. Esiste o sembra esistere o dovrebbe esistere o è possibile che esista,in un dato momento, una Comunità di oranti  emanante una duplice dimensione:verticale verso l'Alto, e orizzontale verso la comunità  non disgregata dei peccatori. La preghiera è unificante e trascende di sicuro la povertà dell'io,la limitazione dei luoghi e le offese del tempo e dei tempi.Nel momento della preghiera non potrò ascoltare nessun proclama di dittatore,nessuna voce da imbonitore,nessun detto farneticante,nessun politico per sé inneggiante,nessuno spot per l'acquirente,nessun invito falso-suadente,nessun messaggio all'arrabbiata,nessun sondaggio all'intruppata,nessun distinguo tra questo e quello,niuna pretesa che "lui è il più bello",l'Insondabile è raggiungibile,il raggiunto è illegibile,il già letto è intrasmissibile,il non-trasmesso è rivivibile,l'occultato è manifesto e il manifesto è inservibile,il servo è servito e il cibo è consumato.La mia preghiera tutti raccoglie.E come il vento disperde le foglie.

 

 

 

 

O Iddio: Roma Amor*? O Iddio!

                                (i palindromi di gipo,Milano)

*Ascoltai di persona  -spettatore televisivo mèmore di quei gesti e di quella voce,attratto da Lui,non distratto- papa Giovanni Paolo II,in uno dei suoi ultimi discorsi,citare il palindromo "Roma Amor".Poco tempo dopo, Roma seppe accogliere milioni di fedeli accorsi da tutto il mondo a testimoniare l'affetto e l'amore verso il Pontefice (eletto e consacrato nell'ottobre del 1978 /1920-aprile 2005),grande testimone mediatico  del nostro tempo anche nella sofferenza,coraggiosamente vissuta e offerta.

Cassetta postale.-E' neo-contestualizzata la Cassetta postale che presentiamo accompagnata a una nostra casella di posta.Il FLUXUS della titolata Casella costituisce un puntuale riferimento al fluxus mediatico dei nostri giorni.E l'  S.P.Q.R. è pertinente riferimento alle note e tormentate vicende romane.

quovadis_@virgilio.it

Giandante X.Matita su carta.Studio,1943.

Gruppo di uomini vanno con soma.In questo studio di Giandante mi ha sempre colpito il comune destino di questi uomini,costretti ad andare con pesi,con fatica.Non sono certo turisti costoro.Non sciamano bolsi e banali su percorsi da collezionare.Vanno verso una meta carichi di qualcosa.Non si guardano attorno,non contemplano paesaggi,non parlano nemmeno tra loro,non cantano.Vanno verso una meta obbligata.Per lavoro o altra necessità.Forse sono migranti,forse vanno verso un confine o hanno già varcato un confine.Forse hanno subìto aggressioni o discriminazioni.Vanno con la loro soma,come somari,non certo  ignoranti bensì consapevoli d'essere bestie da fatica.Le spalle sono curve,il passo è quasi di marcia,comune anche se non cadenzato,avanzano tutti con il piede destro,come se si fossero mossi senza incertezze,inciampi di sorta o tentennamenti a un comando condiviso dato da un "uomo responsabile" della loro condizione presente e dell'immediato futuro."Andiamo!",avrà detto.Quell'uomo è in primo piano ed appare gigantesco,quasi smisurato.La sproporzione con gli altri non dev'essere soltanto fisica.

 

Appendice bibliografica.

1.-Giovanni Secco Suardo (1798-1873), Storia e tecnica del Restauro delle Opere d'Arte.

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ACRE CERCA, ACRE CI RICERCA

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 02:22)




Codice segreto

 

 cfr. "TENUI IUNET",palindromo sugli Incubatori Universitari.

 

 

 

 

 

 

 

SMS a Ikona,a Nokia SMS

Tic...  cit:  el Google,tic: cit.

O...  oh... a Yahoo!

ONLUS SUL "NO..."

K*...  sa Ask?

E tic x Excite,

-Anna... ira! Arianna...

"Or è bile...  è libero?"-

Acre cerca,

Acre** ci Ricerca...

Eresse Essere

E rotò Motore

Ore Zero...

E ROTOMOTORE

Eresse Essere

Acre cerca,

Acre ci Ricerca,

Or è bile? E' Libero?

E' tic x Excite...

K*** sa ASK?

ONLUS SUL "NO..."

O... oh... a Yahoo!

Tic:  cit el Google, tic: cit.

SMS a Ikona: a Nokia SMS...

Publio Virgilio Marone.

quovadis_@virgilio.it

 

E di Eneide

A Enea...

   (i palindromi di gipo,Milano)

Et nada a Dante?

A mail:  li ama...

 

 

 

 

 

 

 

 *Signor K.

**Acre "1.Agro,aspro,pungente.2.Di parola o giudizio ostile,non costruttivo,corrosivo... risentito".Devoto Oli,Dizionario della Lingua Italiana,Le Monnier,Firenze.      Cfr. "O t'ò! V'è Devoto!" (i palindromi di gipo,Milano).

***Incognita K.

nota per comunicazioni.-  orezero@libero.it

 


Un fiasco è un fiasco