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Benedetto sia quel Nome,sedici volte Benedetto

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 16:13)






Giandante X.Matita su carta.Studio 1940?

In questo blog si è già fatto riferimento alla vita marginale ed emarginata di Giandante X  (1899-1984),anche autoemarginata ,al rifiuto del suo nome non solo ma persino della sua identità anagrafica,con atti anche clamorosi che sfiorarono l'autolesionismo.Un viandante difficile e scontroso insomma Giandante X,nelle sue peregrinazioni umane e artistiche.GiandanteX cercava una sua verità non di comodo,in tempi in cui le verità di partito,anzi del Partito erano a portata di mano e di... portafoglio.

La scelta di questa immagine è dovuta a quell'uomo chino, che sulle prime sembra stia cercando qualcosa o raccogliendo qualcosa, ma forse sta piantando nella terra qualcosa,un seme che è una speranza,la speranza di una nascita e di una rinascita.L'uomo appare intento verso il suolo,non c'è alcuna fretta nel suo gesto,tutto il suo essere è proteso ma non teso se non nell'interiorità di un atto esteriore ed esterno,che si svolge -c'è da giurarlo- all'aria aperta,in un campo. Il corpo è raccolto e il capo non contiene distrazioni.L'azione è lenta,misurata,concentrata.Non è forse quest'atto, umile e solitario,un atto religioso?

Ultimo colloquio di S.Benedetto con S.Scolastica.

Collezione di santini / Archivio privato Gioacchino Poli.

Sul verso è curiosamente annotato "a penna",con macchia d'inchiostro:"Eugenol   Calabrese Sciroppo Balsamico del Cav.Carmine Calabrese      Barletta". Chissà...  forse, con italico comportamento, qualcuno aveva sì affidato le sue speranze a S. Benedetto e S. Scolastica  -DUE è meglio di uno?- ma poi si era rivolto anche allo sciroppo dello stimato Cav. Calabrese. O forse il santino era stato usato come carta per annotazione da tenere in bella evidenza,da non smarrire.

Ma,in fondo,la preghiera non è anche un balsamo? Il santino attiene alla preghiera.E la breve nota,l'appunto per così dire farmaceutico letto sul verso del santino presentato e fedelmente trascritto qui sopra attiene a uno sciroppo balsamico.Le due cose,apparentemente distanti,di cui si è anche cercato di dare una interpretazione:associazione mentale o casualità? sono in realtà meno distanti di quanto possano apparire a prima vista.La preghiera,negli ultimi decenni,è stata via via accantonata e addirittura irrisa.Persino pubblicamente,dai mass-media, è stata fatta oggetto di sarcasmo,come cosa inutile,atto facente parte di comportamenti tipici di "beghine" in via di estinzione.Ma lo stesso termine di beghina,affermatosi in senso spregiativo,potrebbe invece fare riferimento agli antichi beghinaggi del Belgio,comunità di pie donne oranti sorte in Belgio nel XII secolo e sopravvissute sino ai nostri giorni nello stesso Belgio e in Olanda.La preghiera può essere un balsamo e può rappresentare una ricerca di rapporto in senso verticale,uomo -Dio, e orizzontale,uomo-uomo... Non si capisce perché i centri di potere politico,economico,culturale e consumistico debbano via via espropriare ogni angolo di vita per imporre varie forme di controllo secondo valori egemoni.Salvo poi in alcune circostanze a pentirsene, per la fragilità e inconsistenza di quei valori.

Stesso discorso vale nei confronti di certo mondo monastico.Delle cosiddette monache di clausura si accettano con qualche sorrisetto "pregevoli manufatti residuali" di ricamo o di gastronomia:"pesci natalizi" o "agnelli pasquali" di pasta di mandorle,cassate alla  siciliana e marmellate e dolcetti nuziali.Provate a immaginare Clarisse o Carmelitane Scalze piegate sul restauro di antichi ricami destinati a rinverdire status di nobiltà per fragili matrimoni cattolici celebrati "in pompa magna" per poi naufragare nelle attizzate lotte legali e notarili.Piegate sul ricamo le Clarisse vanno bene.Le Carmelitane,immaginate in ogni tempo e luogo e circostanza scalze,vengono ancora definite brave.E gli arredi sacri -sacri al fasto e  alla festa-  come pensate si siano potuti salvare se non attraverso il lavoro (extra-sindacale?!) di monache devote? Anche tanti arredi di palazzi patrizi devono la loro sopravvivenza all'apporto alacre delle monache: tende e tovaglie,coperte e veli da messa,lenzuoline da battesimo e guanciali,camicie preziose di carnalità devota e fazzoletti per bara da ultimo viaggio. Tutto un mondo di piccolo artigianato di qualità sembra giustificare in extremis  l'assurda vita della "clausura".Ciò perché in qualche modo "rientra" il concetto di utilità,utilità di una economia residuale,marginale ma pur sempre economia.In qualche modo le monache,quelle monache,servono a qualcosa.Pian piano addirittura,nell'Europa di oggi,potrebbe delinearsi una mappa di questo artigianato mistico o para-mistico.Ceste e oggetti in rame,sculture in legno e terracotte e recipienti in canna fanno da corona al panorama dei ricami a intarsio,dei tessuti al telaio,del macramé e del ganchillo.Ma esaurito l'excursus del o "nel" mistico "irriso ma utile",si arriva al nòcciolo della questione: vita attiva e vita contemplativa...  Il dualismo Attivo/Contemplativo non è in realtà per nulla ammesso,accettato.Tutto ciò che è "attivo" sembra quasi avere il lasciapassare della positività e,viceversa,tutto ciò che attiene al "contemplativo" è visto come passivo,negativo,parassitario.Quindi intanto da biasimare e deridere,e poi da conculcare,eliminare,spazzar via,dimenticare...  Il mondo rifiuta il mondo della clausura che a sua volta rifiuta il mondo.Il doppio cerchio sembra chiudersi con una doppia inclusione/esclusione.

Tombolo devozionale.-

(Manufatto della signora Anna Aufiero,originaria di Montefusco,Avellino.)

Foto di Tyle Turcato.

Ma la preghiera  -giudicata inutile dai più-  ecco che opera un effetto profondo.Da cosa parte la preghiera?Da un bisogno,che viene però in qualche modo "attivato" da una "vita specchiata",altra da noi.La preghiera sorpassa,aggira,rompe,frantuma le coordinate spazio-temporali.Esiste forse lo Spazio circoscritto se io mi raccolgo in preghiera,da solo o con altri, nel luogo profondo da me vissuto in quel momento per un fine che riguarda altri uomini in altri luoghi da me distanti? No,non esiste.Ed esiste forse un tempo,se io medesimo -da solo o con altri uomini- finalizzo la mia preghiera verso qualcuno vissuto anni prima o decenni o secoli? No,il tempo non esiste. E non esistono nemmeno,se lo voglio -da solo o con altri-  differenze di razza e di religione,di sesso o di età,di condizione sociale,economica ecc. Esiste o sembra esistere o dovrebbe esistere o è possibile che esista,in un dato momento, una Comunità di oranti  emanante una duplice dimensione:verticale verso l'Alto, e orizzontale verso la comunità  non disgregata dei peccatori. La preghiera è unificante e trascende di sicuro la povertà dell'io,la limitazione dei luoghi e le offese del tempo e dei tempi.Nel momento della preghiera non potrò ascoltare nessun proclama di dittatore,nessuna voce da imbonitore,nessun detto farneticante,nessun politico per sé inneggiante,nessuno spot per l'acquirente,nessun invito falso-suadente,nessun messaggio all'arrabbiata,nessun sondaggio all'intruppata,nessun distinguo tra questo e quello,niuna pretesa che "lui è il più bello",l'Insondabile è raggiungibile,il raggiunto è illegibile,il già letto è intrasmissibile,il non-trasmesso è rivivibile,l'occultato è manifesto e il manifesto è inservibile,il servo è servito e il cibo è consumato.La mia preghiera tutti raccoglie.E come il vento disperde le foglie.

 

 

 

 

O Iddio: Roma Amor*? O Iddio!

                                (i palindromi di gipo,Milano)

*Ascoltai di persona  -spettatore televisivo mèmore di quei gesti e di quella voce,attratto da Lui,non distratto- papa Giovanni Paolo II,in uno dei suoi ultimi discorsi,citare il palindromo "Roma Amor".Poco tempo dopo, Roma seppe accogliere milioni di fedeli accorsi da tutto il mondo a testimoniare l'affetto e l'amore verso il Pontefice (eletto e consacrato nell'ottobre del 1978 /1920-aprile 2005),grande testimone mediatico  del nostro tempo anche nella sofferenza,coraggiosamente vissuta e offerta.

Cassetta postale.-E' neo-contestualizzata la Cassetta postale che presentiamo accompagnata a una nostra casella di posta.Il FLUXUS della titolata Casella costituisce un puntuale riferimento al fluxus mediatico dei nostri giorni.E l'  S.P.Q.R. è pertinente riferimento alle note e tormentate vicende romane.

quovadis_@virgilio.it

Giandante X.Matita su carta.Studio,1943.

Gruppo di uomini vanno con soma.In questo studio di Giandante mi ha sempre colpito il comune destino di questi uomini,costretti ad andare con pesi,con fatica.Non sono certo turisti costoro.Non sciamano bolsi e banali su percorsi da collezionare.Vanno verso una meta carichi di qualcosa.Non si guardano attorno,non contemplano paesaggi,non parlano nemmeno tra loro,non cantano.Vanno verso una meta obbligata.Per lavoro o altra necessità.Forse sono migranti,forse vanno verso un confine o hanno già varcato un confine.Forse hanno subìto aggressioni o discriminazioni.Vanno con la loro soma,come somari,non certo  ignoranti bensì consapevoli d'essere bestie da fatica.Le spalle sono curve,il passo è quasi di marcia,comune anche se non cadenzato,avanzano tutti con il piede destro,come se si fossero mossi senza incertezze,inciampi di sorta o tentennamenti a un comando condiviso dato da un "uomo responsabile" della loro condizione presente e dell'immediato futuro."Andiamo!",avrà detto.Quell'uomo è in primo piano ed appare gigantesco,quasi smisurato.La sproporzione con gli altri non dev'essere soltanto fisica.

 

Appendice bibliografica.

1.-Giovanni Secco Suardo (1798-1873), Storia e tecnica del Restauro delle Opere d'Arte.

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ACRE CERCA, ACRE CI RICERCA

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 02:22)




Codice segreto

 

 cfr. "TENUI IUNET",palindromo sugli Incubatori Universitari.

 

 

 

 

 

 

 

SMS a Ikona,a Nokia SMS

Tic...  cit:  el Google,tic: cit.

O...  oh... a Yahoo!

ONLUS SUL "NO..."

K*...  sa Ask?

E tic x Excite,

-Anna... ira! Arianna...

"Or è bile...  è libero?"-

Acre cerca,

Acre** ci Ricerca...

Eresse Essere

E rotò Motore

Ore Zero...

E ROTOMOTORE

Eresse Essere

Acre cerca,

Acre ci Ricerca,

Or è bile? E' Libero?

E' tic x Excite...

K*** sa ASK?

ONLUS SUL "NO..."

O... oh... a Yahoo!

Tic:  cit el Google, tic: cit.

SMS a Ikona: a Nokia SMS...

Publio Virgilio Marone.

quovadis_@virgilio.it

 

E di Eneide

A Enea...

   (i palindromi di gipo,Milano)

Et nada a Dante?

A mail:  li ama...

 

 

 

 

 

 

 

 *Signor K.

**Acre "1.Agro,aspro,pungente.2.Di parola o giudizio ostile,non costruttivo,corrosivo... risentito".Devoto Oli,Dizionario della Lingua Italiana,Le Monnier,Firenze.      Cfr. "O t'ò! V'è Devoto!" (i palindromi di gipo,Milano).

***Incognita K.

nota per comunicazioni.-  orezero@libero.it

 


Un fiasco è un fiasco

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