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SUM ET LUX... EXULTEMUS!

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (06/04/2008 - 19:52)


tic cit

Errò Torre?

tic cit*

(i palindromi di gipo,Milano)

*Il Grande Maestro Internazionale di Scacchi Bobby Fisher prematuramente scomparso il 17 gennaio di quest'anno. Il mio palindromo,nato in occasione di un Palio di Siena  (cit. contrada Torre) è anche una citazione di Eugenio Torre,Gran Maestro filippino.La citazione di Bobby Fisher prescinde ovviamente da sue prese di posizione pubbliche su varie questioni,che lo hanno esposto a durissime critiche,odi e avversioni.A Fisher non si può  negare né la grande genialità,né l'enorme personalità e il sicuro coraggio.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sum et lux... EXULTEMUS!

 

 

Sum et lux...*  EXULTEMUS

                (i palindromi di gipo,Milano)

*"Sono anche luce... EXULTEMUS. Esultiamo!"  E' la traduzione e il significato di questo mio palindromo.

Da dove proviene la luce che illumina il nostro percorso? Viene dal nostro intelletto,dalla Ragione... o sale per così dire dal nostro cuore? Scaturisce dalla Fede o si aggrappa all'esperienza? Sono forse bagliori di luce che mixano intelletto e ragioni del cuore,fede ed esperienza? Sono bagliori o abbagli? Errori o furori? Sono forse preghiere anche quando sembrano bestemmie? Sono forse speranze nel buio? O volteggi e allegre capriole beffarde sulla corda,sospesa sull'abisso? Sono diletti di classe o appartengono a tutti gli uomini? Non legano  in qualche modo -quei bagliori di luce-  magari per un solo istante uomini di tutte le razze,di ogni religione e fede politica,di ogni nazionalità e condizione sociale? Se quel legame c'è -per il povero e l'oppresso oltre ogni limite,per il torturato o per il massacrato- è davvero difficile da cogliere.E in ogni caso non può essere consolatorio per molto.No,ma la vita non può essere nemmeno soltanto desolazione.C'è,nella natura e nella storia,il mistero della guerra e l'anelito permanente alla pace.Con in mezzo l'esultanza per la vittoria.E' anche questo un inesorabile pendolo?In questi giorni, nemmeno la torcia olimpica può compiere il suo significativo percorso di pace.La Questione del Tibet turba i popoli d'Europa e di parte del mondo.Dirigenti cinesi parlano di pregiudizio anti-cinese organizzato da perfidi antagonisti.Sta di fatto che nel mio primo sito creato nel web nel 2003 -polyweb,link collage- a pag.7 La Quercianella "linkai" dalla Val d'Aosta (dalla mia Valdigne) alla Questione tibetana,con un link tuttora esistente: THE GOVERNMENT OF TIBET IN EXILE / The Tibetan national flag.Il senso del link non era tanto "sposare" la causa dell'indipendenza del Tibet quanto dare voce a un'altra voce,in una questione evidentemente annosa,con una pressione di un Colosso,quello cinese,su un piccolo Paese.Passeggiando nei boschi lungo la Dora il link tecnologico era in sintonia con il mio pensiero e tutti e due con il mio sentimento del Tibet.Nel 2003 il mio "donchisciottesco" sito fu "confortato" da nove vittorie nel Migliorsito.com  (settembre-dicembre 2003)...  E con il mio Alter Ego e Sancho Panza esultammo: con un ingenuo ma felice Exultemus!

 

Un Numero Unico Commemorativo del "Corriere d'Italia".

(Clicca per ingrandire)

TRATTATO FRA LA SANTA SEDE E L'ITALIA

(Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

 

 

 

Basilica di San Giovanni in Laterano,11 febbraio 1929.Mussolini osserva il cardinale Gasparri,Segretario di Stato, durante la firma dell'accordo per i Patti Lateranensi.La ferita aperta il 20 settembre 1870 con la Breccia di Porta Pia sembra sanata dopo 58 anni e cinque mesi.Una clausola "fissava in 400 milioni di lire oro (cifra del tempo da molti criticata) il prezzo che l'Italia avrebbe dovuto pagare al Vaticano a titolo d'indennizzo".
Il dibattito per la ratifica dei Patti Lateranensi in Senato si protrasse per alcune settimane.Sei senatori,tra i quali Benedetto Croce,votarono contro,suscitando la dichiarata irritazione di Mussolini.La ratifica avvenne a fine maggio,cui seguì la cerimonia ufficiale nella Sala delle Congregazioni in Vaticano."Lo Stato della Città del Vaticano era un fatto compiuto."

Mussolini e Starace alla Farnesina nel 1929.Il gruppo è molto più folto e ci sono gerarchi in fez e altre autorità civili e militari, ma soltanto Mussolini e Starace calzano scarpe bicolori (se non sono ghette.Se hai curiosità di questo tipo clicca per ingrandire.Ma curiosando troppo e abbassando il capo verso il monitor farai un inchino a Mussolini e Starace.Ne vale la pena?).Turati,segretario del P.N.F. dal 1926 al 1930, passerà la mano a Giovanni Giuriati l'anno dopo.A "fare le...  scarpe" a tutti sarà proprio il gallipolino Achille Starace,nella foto ambizioso vice segretario del Partito ma fedelissimo del Duce.Il suo massimo potere durerà dal 1931 al 1939.Dopo lo scoppio della Guerra Mondiale e l'entrata in guerra dell'Italia,il fronte albanese segnerà la sua improvvisa e definitiva fine politica e l' emarginazione totale e senza appello dal regime.Quella irrimediabilità ha costituito la sua condanna in vita e a vita da parte di Mussolini."Ucciso" una prima volta come fascista dal Capo del Fascismo,sarà poi  sbrigativamente processato e fucilato come fascista dai partigiani a piazzale Loreto.Due volte colpevole sulle due sponde nemiche.Personaggio da melodramma, senza libretto e senza musica.

 Ed eccola la Gioventù fascista "inquadrata da Starace".Siamo nel 1939,giusto l'ultimo anno della Segreteria staraciana.Mancano quattro mesi allo scoppio della Guerra Mondiale.La Giovane Italiana Carmen Spelta da Casteggio,ancora oggi vivente,fumatrice non pentita,accanita e  incallita a 86 anni,è la seconda della prima fila,una bella ragazza bionda non ancora diciassettenne,semplice e sportiva,vincitrice di Agonali Regionali.Sul braccio sinistro,la manica lunga della bianca camicia presenta una  V rovesciata ^,simbolo di un qualche grado all'interno dell'Organizzazione giovanile. Qualcuno ha annotato,chissà quando, sul retro o versus della foto: "Porretta Terme (Bologna) 28 Aprile 1939,XVII°. Venuta del Federale e dell'Ispettrice Federale." L'anno prima,a Firenze,le stesse Giovani Italiane avevano applaudito Hitler.Cosa ricorda la "Giovane Italiana" della visita del Fuhrer a Firenze? -"Non ricordo molto".E quel poco? -"Vivevo con la mia famiglia a Dicomano verso il Mugello, nei dintorni di Firenze,dove passa il fiume Sieve.Da lì siamo andati,tutto un gruppo numeroso a Pontassieve." Perché a Pontassieve? Cosa c'era in quel paese? -"C'era la ferrovia,e da lì è passato il treno con Mussolini." Ma 'sto benedetto Hitler,si fa per dire,l'hai visto? -"E' passato il treno con Hitler e Mussolini." E che avete fatto? -"Abbiamo applaudito.Abbiamo gridato Viva,evviva! Per dire la verità non si gridava viva Hitler,si gridava viva il Duce!" Ma il treno non sarà passato rapidamente,se siete riusciti a vederli. -"E sì,forse avrà rallentato..." E dov'erano? Dove li hai visti? -"Erano affacciati al finestrino." Cosa facevano? -"Rispondevano ai saluti.Muovevano la mano." Ma avevano un aspetto autoritario,militaresco? -"No,no.... Erano sorridenti.Direi compiaciuti." E a Firenze? -"A Firenze cosa?"  Di Firenze che ricordi hai? Hitler,Mussolini,nessuno? -"A Firenze abbiamo fatto una gita credo,era tutta addobbata. Ricordo delle grandi trombe." Trombe? Con i trombettieri che suonavano? -"No,no... nessun trombettiere.Quelle trombe avevano... sai quelle cordicelle...  con degli stendardi...  ed erano appese ai muri."

Mentre volgeva al tramonto,in quel 1939,l'Astro staraciano un altro Achille,infinitamente più modesto del primo,stava per imboccare il rettilineo finale della sua esistenza.Achille Spelta da Casteggio,fratello della Giovane Italiana schierata in formazione GIL a Porretta Terme,raggiunge tra una ferma e l'altra di volontario la famiglia in Toscana.Ha combattuto in Africa Orientale e gli piace qualche diletto di musica essendo invece in difetto con gli studi.Nemmeno il tempo di lavorare con il padre,piccolo imprenditore  a Porretta,che l'Italia entra in guerra nel '40.Richiamato dapprima sul fronte francese è spostato poi su quello  greco-albanese.Ed è qui che nel '41 si incrociano i destini del piccolo e del "grande" Achille: l'ex segretario del PNF,già potentissimo gerarca e poi capo della Milizia V.S.N. rimane ferito e,rimpatriato in Italia,cade per sempre in disgrazia finendo quattro anni dopo fucilato a Milano.Il modesto Achille muore invece subito, ucciso dai greci nel gelido gennaio del '41.Non aveva compiuto venticinque anni.Alla madre,sulle colline di Firenze, sarà consegnata una piccola urna con dentro quattro ossa di incerta provenienza. Le dissero contenesse,la "cassetta" avvolta nel tricolore, i resti del caduto.

                           (gipo,Milano)

 

 

 

 

 

IN QUALE LUOGO,IN QUALE PARTITO SI POTRA' CANTARE O INNEGGIARE  con un "EXULTEMUS" TRA UNA SETTIMANA,IL 15 APRILE 2008?

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