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Emulo Volume

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (11/05/2008 - 12:19)






Berlino.Primi di maggio del 1933.Una sfilata di studenti tedeschi davanti all' Istituto per la ricerca sessuale.L'Istituto sarà saccheggiato e devastato il 6 maggio del 1933.

L'apertura del Salone del Libro di Torino è stata l'occasione per polemiche anti-israeliane e/o pro-palestinesi fortunatamente ricondotte nella giusta cornice dall'intervento del Presidente Giorgio Napolitano,che ha inaugurato l'8 maggio la XXI edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino.Il presidente della Repubblica Napolitano ha posto in risalto il corretto approccio al gravissimo problema israelo-palestinese che lacera le coscienze di milioni di uomini.Non si tratta di essere pro o contro gli uni o gli altri:occorre essere,prima di ogni altra cosa dalla parte della pace.Soltanto la pace,in effetti, è il bene supremo che può salvare tutti, e sanare le piaghe e i tormenti trascorsi.Soltanto il bene della pace può costruire un ragionevole futuro per i popoli,potenziando le facoltà,le peculiarità di ciascuno.Il Libro,la cultura se sono apporti di questo o quel Paese sono in realtà patrimonio di tutti,patrimonio del genere umano. Ma avventurandoci nel campo della progettualità politica,quale futuro vorrei per Israele e per la Palestina? E' presto detto:il meglio sarebbe,dal mio punto di vista  -esterno rispetto alle reali difficoltà- uno Stato Federale,rispettoso delle autonomie delle culture delle religioni e dei valori di entrambi i popoli.Questo ipotetico Stato andrebbe a costituire un magnifico esempio di democrazia avanzata nel cuore del Medio Oriente.Sarebbe uno Stato forte,progredito nelle scienze e nella tecnica,civilissimo e rispettato per avere dato esso stesso esempio concreto di superamento dei conflitti passati e delle trascorse passioni.Sarebbe uno Stato giovane, in grado di poter concentrare ogni energia nella costruzione del nuovo,visto come investimento in un futuro liberato dall'angoscia di una situazione conflittuale permanente.Ma non so quanto questa mia visione utopica andrebbe a infrangersi contro difficoltà insormontabili.E allora DUE STATI,ma legati da un cemento comune:potrebbe essere L'Europa quel cemento? La nostra Europa quella terapia? Di Gerusalemme è pervasa la nostra letteratura,si pensi alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.Il Tasso portò su di sé il peso della follia poetica.Si lasci conquistare Gerusalemme dall'Europa come l'Europa altro non chiede che di essere conquistata da Gerusalemme.E se a molti europei dici Palestina non penseranno certo a una miserabile "striscia",oppressa in una morsa militare esterna e interna: da terra,dal mare e dal cielo,e dal suo stesso interno,dalle sue viscere ulcerate,lacerate e sanguinanti.Molti europei pensano a nomi e a immagini di indicibile dolcezza e spiritualità.Da bambino mi fu regalato un Libro* illustrato dalle stupende Tavole del Beato Angelico.Mi rifiuterò per sempre di pensare all'innominabile striscia di**. Gli uomini non strisciano,anche quando sono costretti a farlo.Me lo fece capire anni dopo Primo Levi con Se questo è un uomo.

                                                                                        (gipo,Milano)

*Il Vangelo dei Piccoli,Illustrato dal Beato Angelico,PONTIFICIO ISTITUTO BIBLICO,Roma,1913.

**Striscia di Gaza.Il solo nome mi fa star male! Del resto,come chiamare gli abitanti della "Striscia di Gaza",gli Striscianti?

 

O memo!

E "regge" Léggere?

Orbi Libro?

Era lume emulare,

O vita! Lume Emulativo!

Emulo Volume:

io Noi: sumus NON sumus: io Noi...*

Emulò Volume,

O vita,lume Emulativo?

Era lume emulare:

Orbi Libro?

E  "regge" Léggere?

O memo...

        (i palindromi di gipo,Milano)

*Mentre questo post iniziava -ancora incompleto-  il suo modesto viaggio nel web, la TV accesa accanto alla mia scrivania introduceva immagini e voce del Santo Padre.La mia attenzione è stata subito catturata da alcune sue parole.Quelle parole  -due semplici pronomi: io e noi-  sono le mie da alcuni anni,testimoniate da un mio blog:sumus NON sumus e da un mio palindromo centrale, io Noi.Quel mio palindromo "io Noi",creato nel novembre del 2004,costituisce da allora l'URL o indirizzo di sumus NON sumus: http://ionoisumus.blog.excite.it/ Volli differenziare URL e Testata del blog perché mi dispiaceva rinunciare a quel  palindromo centrale,centrale nella rotta da tenere,mai l'individualismo egoistico ed esibisionistico -per lo meno nelle intenzioni, se non nei risultati- l'io sempre guidato e temperato o "temprato" dal Noi.Ho annotato su un foglietto le parole di Benedetto XVI:  "l'Io del discepolo e il Noi della Chiesa".Il mio palindromo ha quattro anni di vita virtuale.Ascoltai Giovanni Paolo II parlar "bene" delle nuove tecnologie.Sono io ancora un discepolo? Che tipo di rapporto ho  con il Noi della mia Chiesa?

Da qualche anno, sono titolare di una casella di posta significativamente intitolata:

ionoi@sumusnonsumus.net

Nel mio blog in excite sumus NON sumus  ho anche cercato,sul piano della diversità religiosa e culturale, un interlocutore ideale  -dal nome e cognome palindromi- da me denominato Abramo Omar Ba.Non si può dire che su questo ponte sia passato qualcuno o qualcosa.Tuttavia,la settimana scorsa,è accaduto un fatto,credo accidentale: sul telefono di mia suocera,è pervenuta una telefonata da parte di un uomo,che ha detto essere un giornalista di "Mondo Arabo".L'uomo ha detto a mia suocera di aver chiamato in seguito a una telefonata "partita" dal suo numero (un telefono da tavolo di mia suocera) e registrata tra le chiamate ricevute.Mia suocera ha ovviamente risposto di non saperne nulla e mi ha riferito dell'accaduto.Ciò mi ha portato a visitare il sito di "Mondo Arabo" e a leggere articoli sulle ragioni degli Altri.Lo stesso Salone di Torino o Fiera del Libro che dir si voglia è stato vissuto come un atto preferenziale verso Israele.I 60 anni di quello Stato come una tragedia per il popolo palestinese.C'è però un dato di fatto:la Costituzione italiana,nata da una tragedia nazionale,quella italiana,ha gli stessi anni dello Stato d'Israele,nato da una tragedia europea,forse da una doppia tragedia europea,visto che i prodromi della sua nascita sono pre-nazisti e investono anche il disfacimento dell'Impero Ottomano, alleato degli Imperi Centrali.Insomma c'è un gemellaggio storico tra la Repubblica Italiana e lo Stato d'Israele.Personalmente,provengo da una regione,il Salento,che fu ricca di generosa ospitalità nei confronti di ebrei avviati verso le terre di Palestina.Dobbiamo ritenerci colpevoli per questo? Nel corso degli anni ho imparato attraverso scrittori  e poeti e intellettuali italiani (Moravia,Pasolini ecc) a conoscere almeno un poco l'esistenza di una cultura e di un'arte palestinese.Ciò,non lo nascondo,ha aperto via via una situazione di attenzione e di sofferenza,sempre viva,che non si è mai placata.Quante volte ho posto a me stesso domande atroci,venendo a conoscenza di fatti atroci,di immagini atroci,di atroci misfatti e accadimenti...Nei luoghi della Cristianità -dove i cristiani poco contano- si sommano e moltiplicano le tensioni e  gli odi  di popoli  allevati nella culla di altre religioni monoteiste.Noi cristiani siamo i veri miscredenti,adoratori solo del denaro? E allora perché tanti cattolici sono irrisi e culturalmente emarginati  -presi in considerazione soltanto quando è pesante,decisivo il loro voto- e tanti cristiani muoiono ogni anno a migliaia in ogni parte del mondo,massacrati per la loro fede religiosa,testimoni di fede lungo un martirio ininterrotto nei secoli?          (g.p.)

Emù emù.

Antichi roghi.

Se i libri bruciano.Dall'antica Cina ai nazisti.

Era di maggio.    Era de maggio,canzone napoletana.Testo di Salvatore Di Giacomo.Cfr.in Libreria Neapolis,link suggeriti.

ROGHI DEL NOVECENTO.QUEL MAGGIO DEL 1933.

Le vicende dell'Institut für Sexualwissenschaft.

 

 

Berlino.Recita una didascalia:Il rogo nazista dei libri del 10 maggio del 1933,tra i quali quelli sequestrati all'Istituto.

E' Revere: E. Revere*   (i palindromi di gipo,Milano)

*Palindromo dedicato alla memoria di Enrico Revere e della sua famiglia di modesti ebrei piemontesi:la moglie Emilia De Benedetti e la piccola Adriana.Furono deportati in una data palindroma,il 22-2 del '44.Madre e figlia morirono subito ad Auschwitz,l'uomo fu fucilato a Flossenburg nell'ottobre dello stesso anno.

L'Europa,oggi pacificata,ha forse già dimenticato le enormi distruzioni,i massacri,le devastazioni materiali,morali e spirituali di DUE GUERRE MONDIALI.Che francesi e tedeschi -per secoli storici nemici- abbiano potuto NON essere amici oggi appare quasi impossibile,inverosimile.E quale italiano,recandosi oggi in Austria,riesce a immaginare un atteggiamento diverso da quello dell'amicizia? Se frequenti la Scala di Milano,ti vengono i brividi entrando nella patria di Mozart.Eppure qualcosa di terribile,analogo al passato più orrendo, è appena accaduto,nel cuore dell'Europa,a un tiro di schioppo dall'Italia.L'ultima guerra balcanica,seguìta alla disgregazione della "miracolosa" Jugoslavia di Tito,ha mostrato tutto il campionario di orrori di cui l'uomo,pur "civilizzato",è ancora capace.Simbolo tragico di tutto ciò, un luogo che sembrava il trionfo della convivenza inter-etnica: Sarajevo,nella Bosnia-Erzegovina dei nostri vecchi libri di scuola... Come è possibile che tra il 1992 e il 1995,tredici anni fa,nel cuore della nostra Europa,si sia potuto compiere lo scempio,il calvario di Srebrenica?Qui si tratta di epoca pienamente mediatica,con il pubblico dell'utenza televisiva intento ai consueti diletti quotidiani del quiz e del tifo sportivo,con i rassicuranti approdi della "Risposta esatta" e della moviola testimone di "indubitabile verità".Ebbene, mentre era pienamente operativo questo rassicurante e confortevole mondo è accaduto,tra mille, lo scempio di Srebrenica.Ma è accaduto ancora di peggio,rispetto a quel peggio.Provate a chiedere a un uomo di 35 anni cosa ricorda di quei fatti:poco o nulla,tranne eccezioni.Eppure,all'epoca dei fatti, Lui o Lei ne avevano 22! Nella cornice di quella guerra immonda si attuò un altro ROGO esemplare: l'incendio della meravigliosa Biblioteca di Sarajevo,tempio sacro, chiesa di umanità violata.

"O de li altri poeti onore e lume,

Vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore

Che m'ha fatto cercar lo tuo volume"

                         (Dante,Inferno, Canto I, vv. 82-84)

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