Tra loro si chiamavano sorelle.E non erano suore

Cartolina del Tempo di pace,1902.Siamo in epoca Liberty e la pace sembra un bene durevole.Invece nel giro di una dozzina d'anni l'Europa si avvia al proprio suicidio.
Giuseppina Bucci da Corato a Isa Poli,Andria.
Le sorelle Isa e Antonietta Poli. (Fotografia A.C.Russo,Corso Vitt. Eman. N° 161.- Bari) Gioacchino Poli con l'ultimogenito dei suoi numerosi figli,Riccardo,in una foto scattata a Brindisi il 21 ottobre 1916.Il versus del documento mostra una dedica Alla famiglia Marchio.Mio padre,qui in divisa,nato ad Andria nell'agosto del 1897,ha nella foto 19 anni.L'Italia è entrata in guerra il 24 maggio 1915,dopo avere "ribaltato" l'Alleanza con gli Imperi Centrali detta Triplice Alleanza.D'altra parte era stata l'Austria a dichiarare per prima la guerra nel 1914, senza doverosa consultazione dell'alleato italiano.Il governo italiano dell'epoca era guidato da Antonio Salandra e in quel 1916 fu proprio un figlio del capo del Governo,l'ing. Giuseppe Salandra a sposare un'andriese,Antonietta Ceci.Quelle nozze furono occasione di fasto mondano a palazzo Ceci, e ne lessi lontani resoconti anche ne "L'Idea" di mio nonno.I primi numeri di prova del Periodico Quindicinale erano usciti nel dicembre del 1914.Già nel gennaio del 1915 si mobilitava con sottoscrizioni per il terribile TERREMOTO DELLA MARSICA. Una busta intestata de "L'IDEA".La carta per lettere del 1924,ultimo anno del Periodico nato nel dicembre 1914 con numeri di prova,mostra stampato a sinistra,in corsivo: Anno XI,l'undicesimo anno di vita dal punto di vista nominale.In realtà,fu meno di un decennio. (Vedi sotto.Clicca per ingrandire) Una lettera autografa di Gioacchino Poli al dott.Anselmo Cicco,10 febbraio 1924.Il nonno morirà sei mesi dopo. Il dott.Anselmo Cicco,andriese laureato a Napoli,sposò Antonietta Poli.Fu ufficiale medico durante la Grande Guerra.La foto,con dedica,* è del 1918.Fu un bravo specialista dermosifilopatico,ovvero si occupava di malattie veneree e della pelle. Morì improvvisamente d'infarto nel giugno 1959.La Legge Merlin,esecutiva nel settembre del 1958, aveva provveduto a chiudere le Case di tolleranza,di cui per anni era stato,per così dire, il "garante sanitario",controllando lo stato di salute delle professioniste.Curiosamente zio Anselmo,in qualunque tipo di comunicazione scritta che non fosse l'uso del Ricettario (sua una "miracolosa" pomata bianca antiscottature,veramente eccezionale nei benéfici,immediati effetti) era preda di sfrenatezze liriche ai limiti dell'oscenità espressiva,un lirismo incontenibile che faceva razzie di dozzine e dozzine di aggettivi,di avverbi di sostegno,di verbi senza ritegno,incetta di interiezioni di allusioni e di sospensioni... e di deliranti stupefazioni,di circonlocuzioni,di locuzioni involute,di enfatiche bevute di senso, in periodi di interminabile lunghezza,in un'ebbrezza smodata o forse data nei suoi tipici modi.Quando arrivava a Lecce una sua lettera,in genere indirizzata a mia madre,nessuno era in grado di leggerla,a parte il mio occhio esercitato e la mia stimolata attenzione.Soltanto io ne capivo la grafia,con i suoi gravidi,insoliti contenuti... "Leggi,leggi",dicevano i miei. E leggevo ad alta voce quella profluvie di inconsueti aggettivi,a coppie,a quadriglia,a schiera,a squadra,a balletto,a salto,a tarantella,a coro,a salterello,a trionfo,a inno,a marcia,a minuetto,a getto e persino a rigetto.Alla fine l'effetto era esilarante,irresistibile.La prosa del dermosifilopatico era una eruzione cutanea totalizzante sulla pelle del mondo, l'orgasmo di un cratere vulvico stupefacente nelle sue pliche in continua ebollizione,nelle sue polle sulfuree,nelle colonne magmatiche in ascesa,nelle attese e pretese indomabili,con i bulbi incandescenti del vestibolo, sul ciglio di una voragine vaginale di proporzioni immani. (Foto cav. Alfredo Pesce,piazza San Ferdinando,Napoli.) gipo *La foto è dedicata presumibilmente ad Antonietta Poli che sposerà alcuni anni dopo.La grafia somiglia pochissimo a quella da me conosciuta e familiare degli anni della maturità.La stessa dedica appare misurata,portatrice di sentimento,se pur con qualche concessione agli immancabili richiami letterari. Come fonte serena d'acqua lustrale,ti dicano lo sguardo in sogno e il sorriso sbozzato sulle labbra tutta la festa del mio cuore,che canta,in una comune giovinezza di bene e di ideali,la sua migliore canzone. Anselmo tuo. Maggio 1918- Ricorre il Centenario delle Crocerossine,Corpo Benemerito:1908-2008 Non soltanto nei "tempi andati" le Crocerossine - si chiamavano tra loro sorelle,anche oggi,nel Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana,IIVV.
In alcune famiglie con tradizione patriottica, le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana cominciarono a dare il loro contributo di civile soccorso sin dai tempi della Grande Guerra.
Isabella Poli in un gruppo di Crocerossine della Provincia di Bari,nel 1915.Mia zia Isa,Isabella II,nacque a Molfetta nel gennaio 1883 e morì ad Andria nel gennaio 1965.Era una degli undici figli di mio nonno Gioacchino (1853-1924),molfettese di nascita e andriese d'adozione, e mia nonna Margherita Accetto, di antica famiglia andriese poi estintasi.Prestò servizio come Infermiera Volontaria tra le Crocerossine per tutto il periodo della Grande guerra.
Due foto del 1914.La cosiddetta tramvia Bari-Barletta.Faceva tappa anche ad Andria,collegando il grosso e popoloso centro agricolo al capoluogo di Provincia e città più importante della Regione.Il trenino faceva servizio ancora nel Secondo Dopoguerra,transitando per via Corato,davanti ai villini e alle ville Durso,Jannuzzi e Porro-Regano.I locali lo chiamavano familiarmente con un vocabolo dialettale che affonda nella lontana memoria: 'a cecclatèra o qualcosa del genere... La Voce di Andria con le sue pubblicazioni e iniziative locali,editoriali e variamente mediatiche,costituisce spesso un'interessante fonte informativa e rievocativa,per nulla sterile quanto più è sostenuta da autentica curiosità.
DE RED
Amaro Panorama?
Ameni Cinema?
Ero lo Colore.
A mela D'Alema,
Se là so Rosales...
Osso Rosso:
de Red,
Osso Rosso.
Se là so Rosales
-a mela D'Alema-
Ero lo Colore:
Ameni Cinema?
Amaro Panorama?
(i palindromi di gipo,Milano)
Ippodromo di Ascot.Nobildonna britannica con adeguato cappello.
Ascot.Ombrellino e cappello:un'occasione ghiotta e ricorrente per i fotografi delle più note Agenzie.
Voci correlate.*
*Cfr. mio palindromo su Daniele De Rossi,calciatore della Roma e della Nazionale.Com'è noto,i calciatori della Roma indossano spesso una maglia rossa,orlata di giallo.Red,in inglese, significa rosso.E d'altra parte la Roma è molto appetita dal finanziere ebreo-americano Soros,un palindromo di origine ungherese.
Isso Red De Rossi (i palindromi di gipo,Milano)
**Nelle dichiarate intenzioni di Massimo D'Alema Red dovrebbe essere associazione rivitalizzante per un progetto politico,irradiata a livello nazionale e internazionale,meno che mai malefica corrente,di cui i democratici non hanno certo bisogno.Sta di fatto che il mio palindromo sul calciatore Daniele De Rossi,fortissimo centrocampista giallorosso della Roma e della Nazionale,risale credo ai Mondiali del 2006 o a poco dopo.Ebbene,lo si può leggere anche in chiave politica,con atteggiamento benevolo o malevolo: "Isso Red de' Rossi..." Alcuni appena "vedono rosso" ecc ecc...













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