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L'impronta del diavolo?

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (27/06/2008 - 22:55)






I

E' nome Démone?

A ragni Zingara!

-e ragni Zingare!-

O ragni Zingaro!

I ragni Zingari...*

O ragni Zingaro!

-e ragni Zingare!-

A ragni Zingara!

E' nome démone?

                               (i palindromi di gipo,Milano)

*Cfr. i miei versetti palindromi del 26-1-2007 su "i ragni Zingari..."

I RAGNI ZINGARI.

O Memo!

-A ragni, Zingara!-

"Oi gagio gagè!- oi gagio..."**

A ragni... Zingara!

O memo...

i ragni Zingari
 
(i palindromi di gipo,Milano)  
**Non sembrino strane,bizzarre le parole "gagio,gagè": attraverso i consueti links di riferimento si è voluto
rinviare a spiegazioni storiche e a una terminologia circostanziata,propria della cultura Rom, degli zingari ecc.
E al  rapporto "dialettico",talvolta conflittuale con le altre culture.
                             

 

 

 

LASCIARE UN'IMPRONTA E' COSA TUTT'ALTRO CHE DISPREZZABILE,ANZI DA MOLTI DESIDERATA... .MA DEV'ESSERE UNA METAFORA.

I GUAI COMINCIANO QUANDO VENGONO LASCIATE IMPRONTE CHE NON SI VOLEVANO AFFATTO LASCIARE E QUANDO TALI IMPRONTE VENGONO RACCOLTE,ANALIZZATE,STUDIATE,CONFRONTATE E APPOSITAMENTE RACCOLTE IN ARCHIVI FINALIZZATI A QUALCOSA. QUALCOSA DI PREOCCUPANTE,PER LA SOCIETA' DEGLI UMANI E ANCHE PER GLI AUTORI DELLE IMPRONTE MEDESIME.

 

 

II

Et* Rom... Morte.

Et Rom, Morte?

                               (i palindromi di gipo,Milano)

*Questo mio palindromo si avvale della congiunzione latina "et".Del resto, il latino conduce alla romanità e il Fascismo la esaltò anche con piglio e cipiglio retorico.Lascio agli storici il compito di valutare l'entità della discriminazione fascista nei confronti degli zingari.A me interessa soltanto porre o riproporre il problema,servendomi della concisione  a volte fulminante dei  palindromi.

 Copertina di Gondoni,1934.   (Clicca per ingrandire)

Nella  quarta di copertina, il motto della EDITRICE CLET NAPOLI recita PROCEDERE E PRECEDERE.

Nel romanzo (pp.188) vicende sentimentali conducono infine a una sorta di "spiegazione" dell'enunciato del Titolo: a perdersi,con effetti melodrammatici, è l'anima del protagonista "s'è perduta,nomade al nomade." Ma sono un paio di "tocchi" a darci un qualche sussulto d'interesse,che non manco di evidenziare con apposito neretto..Innanzi tutto una sorta di sputtanamento mediatico realizzato a mezzo stampa ... di cui fornisco un assaggio (pag.133):"In alcuni fogli,si narrava,in una prosa alla Ponson du Terrayl,della scoperta di una banda di tristi speculatori dell'emigrazione clandestina,i cui capi si annidavano tra Napoli e Palermo.Non mancava il preannuncio di arresti sensazionali,come non mancava un accenno guardingo a un giovane commediografo,molto noto negli ambienti politici anche per una polemica recente.I giornali del pomeriggio pubblicavano,l'istesso giorno,che le autorità inquirenti avevano emesso mandato di cattura contro un noto usuraio e droghiere di Palermo,il sedicente barone don Sante Piciallo,che appariva come il capo gruppo siciliano della banda ceiminosa."

L'ultima riga del romanzo indica: "Vienna,inverno del 1921". Nell'Italia pre-fascista dunque è adombrata una situazione che non sembra discostarsi molto dall'Italia di  Enzo Tortora degli Anni Settanta o persino dall'Italia d'oggi.C'è anche in qualche personaggio del romanzo un nomadismo per così dire carcerario e un problema di reintegrazione nel sociale,come diremmo oggi con linguaggio moderno.Ma lasciamo che sia l'autore,lo sconosciuto G.Luongo,a parlarcene. (pp. 159-160)

"Che volete che faccia fuori io,se invece d'un libretto di lavoro mi danno il libretto rosso della sorveglianza?I cancelli delle fabbriche restano, così,chiusi quando bussa uno di noi: impieghi,per chi ha mancato una volta,non se ne concedono;esercizi,la polizia non ne permette.Sembra che tutti ci indichino il lastrico: il lastrico della colpa."

-Tanto avete da scontare?

"No,uscirò tra giorni: ma ogni volta che mi dimettono dal carcere,prego perché non occupino il mio posto di distributore di acqua, tanto,dopo pochi giorni, ritorno."

Ed ecco una nota inattesa,a pie' pagina del Luongo:

(1)Deve ascriversi alla illuminata e lungimirante comprensione del Fascismo, auspice il suo Grande Duce,Benito Mussolini, la istituzione provvida (1933-XII) dell' Assistenziario per i liberati dal Carcere,opera mirabile per la redenzione nel lavoro di quanti, avendo pagato il loro debito alla Società, possono finalmente trovare la guida,il conforto,il pane, per potersi ricostruire,nell'onesta operosità,una vita nuova.

Cfr.Alessandro Cutolo, Il grande assistenziario dei liberati dal carcere, Comune di Napoli,1933,Archivio Storico Municipale,Biblioteca: "Bollettino statistico e Rivista Municipale",Anno 1933,Mese nov.-dic.,Fascicolo 11-12.Ho linkato in Google e citato questa fonte bibliografica per mostrare come le attese del Luongo avessero un qualche fondamento.

 

 

 

 

 

(Clicca per ingrandire sulle due immagini)

 

III

ITALI i lati...

Etno **** Onte:

O n'amerà Dare mano?

ETNO  ****ONTE:

I lati itali.

                    (i palindromi di gipo,Milano)

1.-palindromi sugli zingari,in Google.   2.-IMMAGINIpalindromisuglizingariIMMAGINI.In Google.

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