I/4 A mano a mano...
I
O "Name"* e mano
O nota a tono,
O nate a Gaetano!**
O nota a tono,
O "name" e mano...
(i palindromi di gipo,Milano)
*Name in inglese significa Nome.Quale Nome il "destino" vorrà assegnarti? E/o,visto il delicato e complesso e dibattuto problema del "libero arbitrio" quale Nome Tu stesso vorrai assegnarti?
**Gaetano è qui il noto,intenso e sfortunato cantante Rino Gaetano (1950-1981 ),prematuramente scomparso in un incidente stradale."Nate a Gaetano" sono perciò le sue canzoni.Implicitamente,si cita la Canzone che ha dato anche il titolo al mio post: A mano a mano... (Vedi e ascolta nel link a You Tube)
Buona ventura, di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610).
La zingara -con soddisfazione del velenoso leghista?- nell'atto di "leggere" la mano al fiducioso cavaliere... gli sfila l'anello.Brava chiromante non sappiamo,di certo abile ladra.L'aneddotica sul Caravaggio vuole che l'Artista si sia servito come modella di un'autentica zingara di passaggio.
(Prima versione,Roma,Pinacoteca Capitolina,1593-'94)
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II
O name e mano!
NAME ZEMAN:
Ai gol! O far Grafologia...***
Name Zeman:****
O name e mano...
(i palindromi di gipo,Milano)
***La Grafologia è un'attendibile disciplina scientifica che getta luce su aspetti e tendenze del nostro carattere.E' andata via via acquistando "peso" e credibilità,tanto nel processo penale quanto nei test aziendali per la selezione del personale. Alcuni allenatori si lasciano guidare o suggestionare invece dai più labili Segni Zodiacali o da dubbie e troppo facili Letture Astrologiche.
****Zeman è allenatore geniale,anticonformista e perciò... temutissimo.Affascina tanti,giocatori e presidenti di società.Ma poi viene allontanato ed è costretto a una sorta di singolare randagismo.Al grande allenatore piace internet di cui ha perfettamente compreso le immense potenzialità,anche umane.
CHIROMANZIA. (Clicca per ingrandire)
A sinistra,per così dire,una "mano didattica",genericamente predisposta a una lettura topografica,di luoghi carnosi,evidenti,tattili deputati al cumulo di opportunità,di destini.
Qui accanto, una mano fatale,quella dell'Assassino.Avete mai stretto la mano di un Assassino?E' una mano come tante,l'occhio no... l'occhio -che io ricordi- era diverso dagli altri,un occhio che non ho mai dimenticato.Ma la mano di quell'uomo chi poteva "rivoltarla e leggerla" come fosse un libro stampato? L'uomo,un giovane medico,non sapeva sparare."Non sai sparare? E che uomo sei?",gli disse mio padre.Non restava che attingere alla conoscenza dell'istruttore à gogo,ex ufficiale della M.V.S.N. cioè della disciolta Milizia fascista del crollato Regime.Quanto alle armi,quell'estate del '47 a Carmiano,a Villa Foscarini,ce n'erano tre a disposizione.Una,graziosissima, era un revolver per signora,leggero,maneggevolissimo,con l'impugnatura madreperlacea:aveva in dotazione piccoli proiettili che s'infiggevano nelle carni offese in modo quasi innocuo,come insulti femminili di non immediata comprensibilità.Ma poi,una volta entrati,potevano far danni,anche maggiori del previsto.Tutto dipendeva dalla distanza da cui la gentile signora si fosse decisa a sparare e dalla zona del corpo colpita... Sparare con quell'arma civettuola a 6 metri di distanza,con una mira casuale e su un bersaglio in movimento era un conto,ma sparare togliendola da sotto a un cuscino,accostarla alla tempia di un uomo sprofondato nel sonno e inchiodarlo con metallici punti sulla soglia di un possibile trapasso... era ebbrezza non priva di levità tutta femminile,dove il buio dell'altro mondo sinistramente saluta il biancore iridescente,insistito del mondo presente,negli spari a ripetizione,brevi e delicati come consapevoli baci d'addio... E tuttavia mia madre mai sparò con quel revolver,né sapeva sparare.E il piccolo oggetto,prezioso come un gioiello della memoria,dall'impugnatura di madreperla lucente,di provenienza familiare andriese, servì soltanto a qualche accademica esercitazione. Una scatola nera rettangolare di medie dimensioni,all'interno foderata di rosso,aveva impressa la marca della seconda arma,una GALESI,di cui non ricordo il calibro.Mi sembra di ricordare alcuni caricatori allineati uno sull'altro sul lato sinistro della scatola e la nera arma adagiata in quel rosso,pronta all'uso per la perfetta manutenzione cui mio padre,meticolosamente,almeno una volta all'anno la sottoponeva,smontandola pezzo pezzo su un tavolo,oleandola,lubrificandola con cura,rimontandola,facendo scorrere il cursore,inserendo il caricatore con un colpo secco dal basso,il palmo della bella forte mano aperto e deciso,mettendo poi il colpo in canna,sistemando la sicura,quasi tenesse una lezione a degli allievi in un apprendistato di fuoco.Fu quella -l'arma N.2- a essere scelta da mio padre per l'istruzione,nel grande giardino retrostante della villa al dottor "Dago",un ginecologo salentino residente a Padova,per l'istruzione all'uso? Fu con la Galesi che le mani del medico,competenti nelle potenzialità della vita acquisirono competenza nella possibilità di dare la morte? Mesi dopo a Padova egli,allievo diligente ben istruito,avrebbe commesso una strage* di cui le pagine ampiamente illustrate di "Crimen" Settimanale di criminologia e polizia scientifica (1948) vollero fornire ogni dettaglio.Dopo avere ucciso moglie incinta e suocero e aver tentato di uccidere la suocera, il giovane medico pose fine egli stesso alla sua sconvolta esistenza.C'è da aggiungere che mai mio padre volle insegnarmi a sparare,né io pur incuriosito dalla sua competenza gli chiesi nulla di preciso e concreto a riguardo.In vita mia ho sparato due sole volte,la prima da bambino ben quattro anni prima dei fatti di Carmiano,a Villa Palumbo a Trani,in circostanze stranissime -in quell'agosto del '43 sospeso tra la caduta del Fascismo e l'8 settembre,con mio padre assente nascosto ad Andria in piazza Duomo presso una sua sorella- sparando a una beccaccia in volo (tiro difficilissimo) con la doppietta da caccia di mio zio Antonio.Non so come riuscii a imporre allo zio,che non era certo un debole, la mia volontà.Lo zio tenne la doppia canna del fucile -una doppietta di fabbricazione belga fascinosissima ai miei occhi,con i cani esterni finemente arabescati, che sparava incantevoli cartucce colorate Fiocchi- puntata verso il cielo,sostenendola dal basso per precauzione con il palmo della mano aperto,mentre io variavo e cercavo la mira nel raggio possibile di quell'alzo stabilito da lui.Questa collaborazione mi sembrò bellissima e il rinculo dell'arma non mi allarmò,né la doppia detonazione.
(Clicca su tutte per ingrandire)
La collezione delle Mani Tomba-Rolando Gargiolli appartiene all'Archivio privato Gioacchino Poli.
Vedi, cfr. L'INTERA SERIE:
I/4. A mano a mano... II/4. Di mano in mano III/4 Lettura della mano? IV/4 Una mano fortunata.
Voci correlate.
1.-Chiromanzia e chiromanti,in Google. 1.2.-IMMAGINI chiromanzia e chiromanti IMMAGINI,in Google.
Ed ecco la seconda versione della Buona ventura caravaggesca,quella conservata al Louvre di Parigi.








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