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Categoria Storia
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O Memo: Acerra arreca, o memo!

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (29/06/2008 - 03:44)

E lì sa Basile?

O memo: arreca Acerra, o memo!

E  lì sa Basile...

                                                (i palindromi di gipo,Milano)

Il territorio devastato dell' oggi NON riesce a seppellire la memoria di ieri.

Lo scrittore dell'Ottocento napoletano Vittorio Imbriani (1840-1886) in un quadro di Michele Lenzi,Ritratto di Vittorio Imbriani,settembre 1885.Napoli,Museo di San Martino.Vittorio Imbriani fu  originale narratore,critico e polemista.

Cfr. Vittorio Imbriani, L'impietratrice,Serra e Riva Editori,Milano,1983.

CARTOLINE DELL'OTTOCENTO: MATTEO RENATO IMBRIANI,  DA SAN MARTINO VALLE CAUDINA E VITTORIO IMBRIANI,DA POMIGLIANO D'ARCO: DUE FRATELLI DI OPPOSTI CONVINCIMENTI POLITICI  -REPUBBLICANO L'UNO, MONARCHICO ASSOLUTISTA L'ALTRO-  IMPEGNATI IN POLITICA L'UNO E IN LETTERATURA L'ALTRO,DI GRANDE TEMPERAMENTO,PASSIONALI,DUELLANTI CON LE ARMI IN PUGNO,FIGLI DI UN SENATORE LIBERALE,PAOLO EMILIO IMBRIANI.

ANDRIA- Busto di M.R. Imbriani Poerio

Amministrazione democratica 1903.

Alla base del monumento,si notino le quattro colonnine con i FASCI,sorreggenti festoni ornamentali e celebrativi.M.R.Imbriani era appena morto, nel settembre 1901.I FASCI ovviamente non hanno nulla a che vedere con il movimento fascista di Mussolini,sorto molti anni dopo. Matteo Renato Imbriani fu però fautore di un movimento  per il riscatto delle Terre Irredente,da strappare all'Impero Austro-ungarico.  La storia del Risorgimento,insomma,doveva per l'Imbriani e per suoi seguaci ancora trovare il suo adeguato compimento.    (Clicca per ingrandire)

La cartolina di Andria "con i fasci" del 1903 mi sembra molto rara e interessante,anche a livello iconografico.Le colonnine furono poi distrutte...

Una cartolina patriottica.Il versus contiene Per la vittoria dell'Italia...

...Canzone d'un irredento

Testo e musica.

Una cartolina,facente parte d una serie, sulle vicende del patriota triestino Gugliemo Oberdan, esponente dell'irredentismo italiano impiccato dagli austriaci.

(Clicca per ingrandire)

TRE MOMENTI DELLA GIUSTIZIA.

1/ La Giustizia violata.

1.-Acerra: la Giustizia violata,la giustizia negata.In Google.   1.2.-IMMAGINI Acerra:la giustizia violata,la giustizia negata.IMMAGINI, in Google.

Vittorio Imbriani,Mastr'Impicca,1874.

2/ Un  Alto sentimento di Giustizia.

2.-Dibattito sulla Giustizia: la giustizia giusta,la giustizia sognata.In Google.  2.2.-IMMAGINI Dibattito sulla Giustizia... IMMAGINI,in Google.   2.3.-La Giustizia è uguale per tutti,in Google.   2.4.-IMMAGINI La Giustizia è uguale per tutti IMMAGINI,in Google

3/ La Giustizia come Decisionismo Riformatore.

3.-La Giustizia come Decisionismo Riformatore.   3.2.-IMMAGINI La giustizia come decisionismo riformatore IMMAGINI,in Google.

 

*Tutte le cartoline e il materiale pubblicato -tranne  la riproduzione fotografica del quadro di Michele Lenzi Ritratto di Vittorio Imbriani- fanno parte dell'Archivio privato Gioacchino Poli.

 

Voci correlate.-

 

 

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Tra loro si chiamavano sorelle.E non erano suore

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (25/06/2008 - 11:54)







Cartolina del Tempo di pace,1902.Siamo in epoca Liberty e la pace sembra un bene durevole.Invece nel giro di una dozzina d'anni l'Europa si avvia al proprio suicidio.

Giuseppina Bucci da Corato a Isa Poli,Andria.

 

 

 

Le sorelle Isa e Antonietta Poli.

(Fotografia A.C.Russo,Corso Vitt. Eman. 161.- Bari)

 

 


 

 

 

 

Gioacchino Poli con l'ultimogenito dei suoi numerosi figli,Riccardo,in una foto scattata a Brindisi il 21 ottobre 1916.Il versus del documento mostra una dedica Alla famiglia Marchio.Mio padre,qui in divisa,nato ad Andria nell'agosto del 1897,ha nella foto 19 anni.L'Italia è entrata in guerra il 24 maggio 1915,dopo avere "ribaltato" l'Alleanza con gli Imperi Centrali detta Triplice Alleanza.D'altra parte era stata l'Austria a dichiarare per prima la guerra nel 1914, senza doverosa consultazione dell'alleato italiano.Il governo italiano dell'epoca era guidato da Antonio Salandra e in quel 1916 fu proprio un figlio del capo del Governo,l'ing. Giuseppe Salandra a sposare un'andriese,Antonietta Ceci.Quelle nozze furono occasione di fasto mondano a palazzo Ceci, e ne lessi lontani resoconti anche ne "L'Idea" di mio nonno.I primi numeri di prova del Periodico Quindicinale erano usciti nel dicembre del 1914.Già nel gennaio del 1915 si mobilitava con sottoscrizioni per il terribile TERREMOTO DELLA MARSICA.

 

 

 

 Una busta intestata de "L'IDEA".La carta per lettere del 1924,ultimo anno del Periodico nato nel dicembre 1914 con numeri di prova,mostra stampato a sinistra,in corsivo: Anno XI,l'undicesimo anno di vita dal punto di vista nominale.In realtà,fu meno di un decennio.

 (Vedi sotto.Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

 

 Una lettera autografa di Gioacchino Poli al dott.Anselmo Cicco,10 febbraio 1924.Il nonno morirà sei mesi dopo.

 

 

 

 

 

 

 

Il dott.Anselmo Cicco,andriese laureato a Napoli,sposò Antonietta Poli.Fu ufficiale medico durante la Grande Guerra.La foto,con dedica,* è del 1918.Fu un bravo specialista dermosifilopatico,ovvero si occupava di  malattie veneree e della pelle. Morì improvvisamente d'infarto nel giugno 1959.La Legge Merlin,esecutiva nel settembre del 1958, aveva provveduto a chiudere le Case di tolleranza,di cui per anni   era stato,per così dire, il "garante sanitario",controllando lo stato di salute delle professioniste.Curiosamente zio Anselmo,in qualunque tipo di comunicazione scritta che non fosse l'uso del Ricettario (sua una "miracolosa" pomata bianca antiscottature,veramente eccezionale nei benéfici,immediati effetti)  era preda di sfrenatezze liriche ai  limiti dell'oscenità espressiva,un lirismo incontenibile che faceva razzie di dozzine e dozzine di aggettivi,di avverbi di sostegno,di verbi senza ritegno,incetta di interiezioni di allusioni e di sospensioni... e di deliranti stupefazioni,di circonlocuzioni,di locuzioni involute,di enfatiche bevute di senso, in periodi di interminabile lunghezza,in un'ebbrezza smodata o forse data nei suoi tipici modi.Quando arrivava a Lecce una sua lettera,in genere indirizzata a mia madre,nessuno era in grado di leggerla,a parte il mio occhio esercitato e la mia stimolata attenzione.Soltanto io ne capivo la grafia,con i suoi gravidi,insoliti contenuti... "Leggi,leggi",dicevano i miei. E leggevo ad alta voce quella profluvie di inconsueti aggettivi,a coppie,a quadriglia,a schiera,a squadra,a balletto,a salto,a tarantella,a coro,a salterello,a trionfo,a inno,a marcia,a minuetto,a getto e persino a rigetto.Alla fine l'effetto era esilarante,irresistibile.La prosa del dermosifilopatico era una eruzione cutanea totalizzante sulla pelle del mondo, l'orgasmo di un cratere vulvico stupefacente nelle sue pliche in continua ebollizione,nelle sue polle sulfuree,nelle colonne magmatiche in ascesa,nelle attese e pretese indomabili,con i bulbi incandescenti del vestibolo, sul ciglio di una voragine vaginale di proporzioni immani.     (Foto cav. Alfredo Pesce,piazza San Ferdinando,Napoli.)                     gipo              

 

 *La foto è dedicata presumibilmente ad Antonietta Poli  che sposerà alcuni anni dopo.La grafia  somiglia pochissimo a quella da me conosciuta e familiare degli anni della maturità.La stessa dedica appare misurata,portatrice di sentimento,se pur con qualche concessione agli immancabili richiami letterari. 

Come fonte serena d'acqua lustrale,ti dicano lo sguardo in sogno e il sorriso sbozzato sulle labbra tutta la festa del mio cuore,che canta,in una comune giovinezza di bene e di ideali,la sua migliore canzone.  Anselmo tuo. Maggio 1918-     

 

                                                                                

Ricorre il Centenario delle Crocerossine,Corpo Benemerito:1908-2008

Non soltanto nei "tempi andati" le Crocerossine - si chiamavano tra loro sorelle,anche oggi,nel Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana,IIVV.

 

In alcune famiglie con tradizione patriottica, le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana cominciarono a dare il loro contributo di civile soccorso sin dai tempi della Grande Guerra.

Isabella Poli in un gruppo di Crocerossine della Provincia di Bari,nel 1915.Mia zia Isa,Isabella II,nacque a Molfetta nel gennaio 1883 e morì ad Andria nel gennaio 1965.Era una degli undici figli di mio nonno Gioacchino (1853-1924),molfettese di nascita e andriese d'adozione, e mia nonna Margherita Accetto, di antica famiglia andriese poi estintasi.Prestò servizio come Infermiera Volontaria tra le Crocerossine per tutto il periodo della Grande guerra.

 

 

 

 

Due foto del 1914.La cosiddetta tramvia Bari-Barletta.Faceva tappa anche ad Andria,collegando il grosso e popoloso centro agricolo al capoluogo di Provincia e città più importante della Regione.Il trenino faceva servizio ancora nel Secondo Dopoguerra,transitando per via Corato,davanti ai villini e alle ville Durso,Jannuzzi e Porro-Regano.I locali lo chiamavano familiarmente con un vocabolo dialettale che affonda nella lontana memoria: 'a cecclatèra o qualcosa del genere... La Voce di Andria con le sue pubblicazioni  e iniziative locali,editoriali e variamente mediatiche,costituisce spesso un'interessante fonte informativa e rievocativa,per nulla sterile quanto più è sostenuta da autentica curiosità.

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LA PRESA DI ROMA DA PARTE DELL'ALEMANNO!

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (28/04/2008 - 20:39)

 


La presa di Roma da parte dell'Alemanno

 

 

 

On "Name"... là ALEMANNO!

Alalà !

Alalà ! 

 Alalà ! *

Solos...**

Musa,l'ò!  "Sola sum"!***

Ille... tu,Rutelli!

Musa,l'ò: "Sola sum!"

Solos...

Alalà?

Alalà?

Alalà?

On "Name", là: Alemanno!

               (i palindromi di gipo,Milano)

*La citazione è dannunziana.Il grido Alalà evocato da D'Annunzio è un palindromo molto efficace.

**Solos, palindromo latino,significa "soltanto".Cfr. Cicerone:solos novem menses,soltanto nove mesi.

***La citazione dal commediografo Terenzio fa riferimento alla dichiarazione di Francesco Rutelli dopo la sconfitta:"Sono stato lasciato solo".

nota.-Si gioca qui sul fatto che il cognome del noto esponente di Alleanza Nazionale corrisponde al nome dell'antica popolazione germanica "stanziata sul Meno nel III sec. d.C." (Devoto). E' anche  -alemanno- il "dialetto parlato nella Germania meridionale e nella Svizzera tedesca." Metaforicamente, una sorta di Schiaccianoci ha stritolato il Potere Romano Simbolico,centralista e centralizzato nella burocrazia PARTITICA MUMMIFICATA immobilista e sorda a ogni esigenza di rinnovamento: il Nord politico-economico degli Alleati lumbard si è unito al Sud del pugliese Alemanno.Nord e Sud uniti nella lotta,recitava un titolo "rivoluzionario" di molti anni addietro,dell'operaio-scrittore Vincenzo Guerrazzi.Il Nord e il Sud si sono sì UNITI ma sotto altre bandiere,mentre la sinistra si divideva a causa di uno scellerato intrico di ricatti incrociati, e i cattolici avevano  viva,vivissima memoria dello schiaffo subito dal vescovo di Roma,cui si è voluta negare persino autorità di dottrina,serietà di magistero,affetto sincero di fratello della nostra pacificata Europa, dopo secoli e secoli di martirio.La supponenza romana è stata sconfitta nel suo conservatorismo di fondo rivestito di proposte NON credibili,NON interessanti,insincere,arroganti. Le scimmiottature "americane",democratiche d'Oltreoceano,neo-kennedyane fanno veramente pena.Nessun candidato democratico statunitense "tradirebbe" le istanze reali,le richieste reali del popolo americano.Potrei citare cento provvedimenti dei CLINTON e dei Barak Obama che mai e poi mai Veltroni & C. si sognerebbero di "far passare".E' così che IL PRINCIPALE ESPONENTE DELLO SCHIERAMENTO AVVERSO SALIRA' AL QUIRINALE dopo avere sbaragliato colui che  si sentiva protagonista della "più straordinaria vittoria elettorale della storia repubblicana!" E' stato sì protagonista... ma della più straordinaria disfatta elettorale dei nostri tempi. E poi, si poteva veramente credere che il popolo italiano NON dovesse esprimere un GIUDIZIO su uno dei peggiori governi della Storia? Dopo l'uppercut delle elezioni politiche ecco arrivare il gancio destro del Sindaco che ascende al Campidoglio.Un uno-due terrificante.L'Italia chiede di essere governata con realismo,nella giustizia reale,nel rispetto di tutti i soggetti sociali.Sandro Pertini,uno dei nostri più grandi Presidenti -da me il più amato- se doveva parlare di Benito Mussolini diceva Mussolini.Incontrandolo "per le antiche scale" a Milano,poco prima della fine, lo osservò "torvo,scuro in volto".Mussolini non si accorse di lui Pertini,che invece osservò uno per uno i componenti del gruppo.E ne ricordava nome,cognome e carica.Pertini se doveva dire un cognome diceva un cognome.Era uno di noi.Quale consigliere sciagurato ha avuto l'idea di suggerire all'aspirante premier quella dannata perifrasi? Io l'avrò sentita cinque o sei volte in varie TV,e ogni volta provocava in me indignazione e sconcerto.Quella perifrasi era alternativa reale e non soltanto ipotetica per milioni di cittadini italiani,era alternativa reale per milioni di  elettori che in passato avevano votato "a sinistra" e che "dalla sinistra" avevano ricevuto le più cocenti delusioni.Era inutile allontanare quell'alternativa nel campo dell'indegnità,ciò  risultava un atteggiamento ridicolmente bigotto.E ancora: come mai chi aveva meriti politici incommensurabili dal punto di vista storico viene in Italia messo in un cantuccio e i suoi meriti gli vengono sempre scippati da Altri? Oggi tutti si fregiano della semplificazione del sistema politico italiano e l'Uomo che l'ha sempre perorata nemmeno lo si nomina.E pure è vivo e vegeto,anche se "compresso" e mortificato:non è forse Marco Pannella quell'uomo? E da quanto non si batte per un "sistema anglosassone"? CHI se non Giuseppe Saragat aveva "visto giusto" in campo socialista? CHI se non Ugo La Malfa metteva in tempi lontanissimi,al primo posto,l'esigenza della Riforma della Pubblica Amminisrazione? E perchè ciò che si fa in altre democrazie occidentali: SICUREZZA e GIUSTIZIA negli USA,EVOLUZIONE SPREGIUDICATA DEI RAPPORTI CON IL SINDACATO IN GRAN BRETAGNAGROSSE KOALITION IN GERMANIA [WIKIPEDIA si rifiuta persino di tradurne la voce in lingua italiana!?],disinvolta "liberalità di costumi" nella cattolica Spagna,decisionismo energico e dichiarato in Francia,arroccamento austro-svizzero con  notevole salvaguardia ambientale,legislazione "estrema" olandese ecc in Italia non si può farlo? Perché NIENTE DI TUTTO QUESTO in Italia si può fare? E nemmeno i figli si "possono fare" perché sono diventati un dis-valore? E persino le adozioni sono difficili? E invece è normalissimo che i ragazzi  rimasti vadano a spiaccicarsi ubriachi e drogati sulle strade del Bel Paese? Perché ritirare una patente per TRE anni è un atto fantasioso? Perché nessun CRIMINALE viene privato in maniera definitiva della patente? Perché il problema è sempre a monte,a valle,alla foce,quando non è "un altro"... E non è mai quel problema,connotato,in loco?

                                               (gipo,Milano)

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Morto per caso? Achille Starace passeggiava in tuta da ginnastica

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (25/04/2008 - 08:27)


Il cadavere di Achille Starace (1889-1945) in piazzale Loreto,appena dopo la fucilazione.Starace fu riconosciuto dai partigiani mentre passeggiava o correva a Porta Ticinese,a Milano:proveniva dai Navigli o andava verso i Navigli? In ogni caso la sua navigazione terrena volgeva al termine.Condotto in un'aula del Politecnico,circondato dallo scherno di una piccola folla festante,fu sottoposto a un processo sommario,una sorta di breve liturgia funebre cui seguiva l'esecuzione.Nemmeno una "parvenza" di difesa,nemmeno accordargli la possibilità di lasciare un breve scritto ai suoi cari.Eppure l'uomo si era comportato valorosamente sui campi di battaglia della Grande Guerra.A limitarne il peso delle medaglie d'argento e bronzo,vogliamo verosimilmente dire che si era comportato "con un certo valore"? E qui c'è tutta l'Italia faziosa,ignobile e "partigiana",falsamente buonista e sentimentale e sostanzialmente indifferente e crudele,l'Italia INGIUSTA,l'Italia che non ha mai  il senso della continuità della propria storia.Come dimostra il documento seguente  (1924) Starace si "saldava" all'Italia pre-fascista,proveniva da quell'Italia.Allora la conclusione è che si poteva processarlo,lo si poteva condannare,lo si poteva anche condannare a morte,ma secondo la liturgia di uno Stato non secondo le modalità fameliche del linciaggio.Starace, che non ha avuto alcun ruolo significativo durante la II.a Guerra Mondiale,e NESSUN RUOLO durante la R.S.I. -addirittura imprigionato da Mussolini per qualche mese!-, STARACE ACHILLE DA GALLIPOLI  ("ATTORE" SALENTINO,gallipolino sotto maschera COME EUGENIO BARBA? SCENOGRAFO E COREOGRAFO,costumista e trovarobe sotto codice mediatico)  fu trucidato senza ragionevole processo.Il processo sommario fu attuato nei confronti di un cittadino italiano inerme,che aveva a suo modo "illustrato" un pezzo di storia d'Italia pre-fascista.Dov'è allora la cesura con la Storia? Chi "rompe" con la storia d'Italia? con l'Italia Unitaria,con la Nazione italiana? Lo ripeto ancora una volta,a scanso di equivoci: si poteva processare Starace,si poteva ritenerlo responsabile "di reati di Regime",si poteva anche condannarlo a una pena dura,durissima.Ma meritava un processo,nel corso del quale avrebbe potuto rendere testimonianza,anche originale, di un periodo storico cruciale del Novecento.Era anche un uomo,che aveva famiglia e affetti, e diritto a un congedo e a un distacco umano da quella famiglia e da quegli affetti.Alla fine si ritrovò solo,vilipeso,deriso e insultato da tutti:da fascisti e antifascisti,da intellettuali e popolani.Persino nelle modalità della fucilazione viene fucilato alla schiena come un traditore.Lui che, a differenza di tanti e troppi italiani, NON AVEVA TRADITO MAI NESSUNO.Durante la Grande Guerra aveva combattuto valorosamente,durante il Fascismo si era identificato con il DUCE,durante la Repubblica di Salò aveva voluto rimanere,attore modesto e anonimo sul suo palcoscenico,dove gli Altri Attori recitavano l'Ultimo tragico Atto.

(Foto e documenti: Archivio privato G.Poli,Milano.)



Un Autografo (1924)di Achille Starace (clicca per ingrandire) a Gioacchino Poli,mio nonno,morto a Bari nell'agosto del '24,personaggio dell'Italia post-risorgimentale.Starace nei primi Anni Venti era già "l'Achille del Fascismo".Durante la Grande  Guerra aveva avuto modo di segnalarsi con atti di valore al séguito del generale Sante Ceccherini,di cui era attivo,solerte e ambizioso "aiutante di campo".Una parte del movimento fascista cercava di "saldarsi" con la nostra storia unitaria e con la storia della Nazione.Ma il '24 è anche l'anno tragico del delitto Matteotti ,in giugno,e quello di elezioni "guidate" da sopraffazioni in aprile, con violenze nei seggi elettorali  (un mio caro zio,Giacinto, ammiratore di Giuseppe Di Vagno e di Matteotti, fu ferito a un braccio e alle costole durante le operazioni di voto,come  riportato dalle cronache locali del tempo e in séguito "confinato" a Rionero in Vulture) e fu l'anno di criticati Listoni.Ci si avviava verso il Regime (cfr.1926).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

La "quarta di copertina" del Liber Monstrorum,curato da Franco Porsia,edito a Bari da Dedalo Libri,1976.Porsia, docente di Storia medievale all'Università di Bari, ha indagato sulle cosiddette "Crociate di carta" e scritto sul Liber De Fine di Raimondo Lullo.Di Porsia anche I cavalli del re,edito da Schena nel 1986.

 

 

 

 


 

Un libello chiaramente antistaraciano pubblicato nel primo dopoguerra a Bari,dalla Tipografia Editrice Canfora & C,pp.1-16. [1945?]

(clicca per ingrandire)

L'opuscolo contiene una Piccola antologia staraciana (pp.15-16).

VENTI "chicche" VENTI dai Fogli d'Ordini e dai Fogli di Disposizioni.*La numerazione e i commenti tra parentesi quadre sono miei.

[1] Lo squadrismo è un fatto interiore dello spirito. [Getta una luce sullo spessore di quella interiorità]

[2] Vieto in modo assoluto che s'invochi ritmicamente altri che non sia il Duce. [Strana concezione coercitiva del ritmo.Chissà che risate si facevano nella famiglia Mussolini,dove Romano s'intendeva di jazz,era aggiornatissimo sulle novità americane e suonava magnificamente.L'invocazione ritmica costretta nei binari da Starace era un mostruoso ossimoro dedicato al Duce.]

[3] Ho ricevuto una lettera nella quale uno si vanta di essere liberale di destra.La ho archiviata scrivendoci sopra "Fesso".   [Questa mi piacerebbe commentarla con Berlusconi,che si è professato più e più volte liberale.Berlusconi è un liberale di sinistra? Ma allora è un "radicale pannunziano anti-storico,meta.storico... pragmatico, metafisico"? Le cose si complicano con quella aggettivazione "radicale" dedicata per certi versi a sproposito ai bertinottiani "e dintorni".Comunque i "liberali di destra" sono realmente esistiti,specialmente a Milano.Io ne ho conosciuti e confliggevano talvolta con i lamalfiani,con i quali d'altro canto avevano punti di contatto su alcune questioni.Il leccese Ennio Bonea era un ottimo liberale di sinistra,persona colta e civile.I liberali di destra,staracianamente fessi, erano invece soltanto conservatori? Giovanni Malagodi era un fesso?

[4]  Ho punito un gerarca  "con tendenza alla poltrona". [Come dar torto a Starace? Non si pensi alla poltrona Frau. Qui il Segretario del P.N.F. dal suo punto di vista aveva ragione.]

[5]  Spesso con la camicia nera viene indossato un pantalone a righe,residuo del tight! Il commento è superfluo.  [Anche qui aveva ragione,secondo codice di partito ed "estetica" conseguente.]

[6]  Il

La didascalia recita:"L'ultimo istante di Starace.Le sue spalle sono scosse da un brivido e il primo colpo della scarica dei fucili partigiani è già partito".

(clicca per ingrandire)

Secondo alcune fonti Starace faceva footing, per dirla con linguaggio moderno,quando fu riconosciuto per strada da alcuni partigiani.Non aveva preso alcuna cautela,alcuna precauzione ritenendosi da tempo fuori  -out diremmo- rispetto al regime,dal quale anzi si riteneva perseguitato.Un po' diversa è la versione dell'anonimo barese:"Verso la fine dell'aprile 1945 scoppia l'insurrezione.Starace si stropiccia le mani,tutto contento.Non è egli una vittima di Mussolini? Corre a casa ed indossa una tuta di atleta.Vuole correre in piazza.Si sente partigiano.Mentre i familiari cercano di richiamarlo alla realtà,suona il campanello.Sono due autentici partigiani,che vengono a prelevarlo. -Benissimo,fa Starace, così chiarirò la mia posizione.E se ne va con loro." Il libello racconta (p.13) di un mezzo collasso avuto da Starace in piazzale Loreto,alla vista del "cadavere di Mussolini che poggia il capo sanguinante sul petto nudo di Claretta." "Sta per cadere al suolo.Un partigiano lo fa rinvenire con un pugno vigoroso e gli annuncia che di lì a qualche minuto egli sarà fucilato. -Se tra qualche minuto debbo morire,perché mi prendi a pugni?",dice Starace." "Un fotografo è pronto a fare scattare il suo obbiettivo.Starace,che lo vede,automaticamente,incoscientemente,per la lunga abitudine,atteggia le labbra al sorriso,a quel sorriso che lo fa somigliare tanto all'attore vernacolo Agostino Salvietti (p.14) [cfr.Caviale e lenticchie (N.d.R.)].Poi si ferma,voltando la schiena ai fucili spianati.La scarica si abbatte e il suo corpo viene posto sopra gli altri che giacciono ammonticchiati sotto la tettoia."

 

ULTIME FOTO PER UN ALBUM PERDUTO

Molti anni addietro ormai,nei primissimi anni Ottanta,parlando in un torrido pomeriggio d'agosto su una spiaggia jonica con donna Fanny Starace Stajano,figlia del gerarca,ebbi modo di conoscere una piccola vicenda familiare di interesse però "generale",direi nazionale.Nel clima bellico di fughe e di traslochi,di separazioni e di distanze,accadde che il Maresciallo Rodolfo Graziani si adoperasse per mettere in salvo beni della famiglia.Starace.A tal fine mise a disposizione un camion (militare?) su cui fu caricato quel che si poté salvare o si ritenne doversi salvare.Non ricordo quale fosse il "percorso salvifico" di questo viaggio:da dove partì il camion? Dove era diretto? Tra il materiale trasportato vi era una DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DI ECCEZIONALE INTERESSE SUL VENTENNIO E SULLA CAMPAGNA D'AFRICA,"presa di GONDAR" inclusa. Ebbene tutto ciò andò perduto,quegli Album non arrivarono mai a destinazione.L'amarezza legittima e più grande della "figlia di Starace" si accompagna a quella di ogni italiano curioso di léggere,anche visivamente,un periodo così drammatico della nostra Storia.

 

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Il tempo relativo.Cartoline del secolo scorso,n.1

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (02/01/2008 - 15:57)





Iniziare un Nuovo Anno del Primo Decennio del Nuovo Millennio guardando ai primi anni del Novecento è cosa stimolante.Se poi ciò avviene attraverso un piccolo corredo di immagini inedite la cosa può lasciare spazio ai percorsi più disparati,sotterranei e curiosi,vista l'efficacia e l'universale potenza di internet.Perciò,ecco un giusto intrecciarsi di passato,presente e futuro amalgamati dalla storia dell'uomo in quel mix iconografico che parla "di per sé",ma non rifiuta il dialogo con qualsivoglia abitante del pianeta,di qualunque luogo e tempo e condizione sociale e confessione religiosa o parte politica.Un'icona è pur sempre un'icona,e non può essere meno di un'icona e,nel mondo d'oggi,è sempre più  un'icona.

                         

(gipo,Milano/Archivio Gioacchino Poli)      Cliccare sulle immagini per ingrandire

Una cartolina di Leonardo De Candia a Isa Poli,1901? Dello scultore molfettese (1878-Napoli 1960),attivo anche a Napoli, si ricordano varie opere monumentali,busti,bronzi, medaglioni ecc. Una quarantina di opere,tra cui quella molto citata A Vito Fornari,presente a Napoli.Trattandosi di amici carissimi di mio nonno,non posso non citare il busto bronzeo a Matteo Renato Imbriani,1905, in piazza Plebiscito a Trani,nei pressi della bella Villa Comunale (dei tempi andati?)affacciata sul mare.

Mio nonno Gioacchino,amico di molti artisti,ebbe amici e frequentò tra Otto e Novecento tre scultori molfettesi:Filippo Cifariello (1864-1936),il suo allievo Giulio Cozzoli (1882-1957) e Leonardo De Candia.La collezione de "L'Idea" (1915-1924),periodico locale o foglio d'epoca modestamente rievocativo da lui diretto ad Andria,conserva  qualche traccia di tali frequentazioni.Giulio Cozzoli ricordò il nonno con un medaglione.Ed ecco il fatale 1905 per Filippo Cifariello,autore primo di un monumento a Vito Fornari,in piazza Margherita di Savoia a Molfetta... Napoli è il pendolo della memoria tra De Candia e Cifariello.Il teatro di una tragedia, privata prima e pubblica poi, è la pensione Mascotte di Posillipo.Cifariello,marito di Maria de Browne,una bellissima chanteuse,folle di gelosia per i comportamenti "scostumati" della moglie, la uccide con cinque colpi di rivoltella.E' l'alba tragica del 10 agosto.Le folle,golosissime del fatto, si avventarono sul pasto copioso e speziato.Se non ricordo male Cifariello fu poi assolto,per vizio totale di mente.Ai vizi della moglie si aggiunsero i suoi insomma,e quelli del tempo.

 

 

 

 

 

 

Trovo la cartolina di inizio secolo del De Candia densa di significati.L'ho intitolata così: Il moderno avanza,ma... molto sorvegliato! La donna -destinata a diventare sempre più "centrale" nel secolo-  lo è già qui "fuori di casa",piena di energia e di baldanza,di buona volontà e di anelito salutista... Ma sembra quasi "messa agli arresti" da due tremendi gendarmi "dello spirito" dotati di monumentali baffoni.Come non bastasse,l'eroica femmina veste in modo che definire costrittivo è un eufemismo.La gonna è sì ampia ma smisuratamente lunga,la camicia non scopre non dico un gomito ma nemmeno un avanbraccio prossimo al polso.E la coraggiosa,per non dire temeraria,deve tenere ben  saldo sulla testa in ebollizione un incredibile cappello "a prova di vento" come fosse una aerea sentinella del perbenismo sempre vigile e presente.Infine si noti la distinta cravatta:chiude il collo in una morsa anti-respiro sotto il mento ma descrive una curva,dei volumi e un rilievo ben evidenti sul petto generoso,non ancora reso androgino da certe mode di fine-secolo. Non vi è molto di sciolto,di carezzevole,di "naturale" in tutto ciò,se non la parte spirituale della donna stessa,destinata con il tempo ad affermarsi e poi a esplodere.Per gli uomini il tempo sta per scadere... La foto ha una sua piccola,simbolica bellezza:il busto eretto della donna e tutta la figura femminile sono  quasi in asse con il tronco dell'albero retrostante,albero spoglio che lascia supporre una stagione d'autunno inoltrato o di fine inverno prossimo alle prime gemme primaverili.La donna e il tronco dell'albero e della vita quasi si sovrappongono,lo stesso allargarsi della gonna femminile verso il fondo stradale sembra allusivo delle radici e della Terra rinnovata nell'humus.Ciò che appare repressivo e  un po' allarmato negli uomini diventa dinamico e vitalistico nella donna,nonostante la costrizione dell'abbigliamento.Dai rami di quell'albero verranno nuovi frutti.

                                                                                                                 (gipo,Milano)

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Icone di guerra,icone di pace

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (29/12/2007 - 22:51)




Due immagini opposte: l'una di uomini ancora nemici,divisi,lacerati dal Conflitto mondiale eppure avviati verso il cambiamento e la Pace,bene supremo dell'Umanità,avviati anche verso la faticosa conquista delle Istituzioni democratiche; l' altra l' immaginetta di una Prima Comunione,non un'immaginetta qualunque -la mia- e non di un giorno qualunque,il 20 maggio 1945. Le due icone sono assolutamente originali.La prima la devo a mio padre,ottimo fotografo dilettante che  riuscì a inquadrare perfettamente -con la sua gloriosa Zeiss- non soltanto una polverosa via Gioacchino Poli "solcata" dalla fiumana dei carri armati britannici ma anche un paio di  balconi di casa Poli. La seconda la devo,nonostante tutto,alla mia strana fede conservativa per le cose modeste,apparentemente inutili e di scarso o nessun valore.Del resto mia madre era solita dire,commentando con un sorrisetto nel suo bel dialetto leccese,che "davo valore a tutto".Nell'immaginetta,tra l'altro,non si fa nemmeno riferimento al fatto,non trascurabile,che si tratta di una Comunione Prima,fondamentale per l'inizio della vita di un cristiano.Sta di fatto che le due icone hanno attraversato traslochi,guerre mondiali e civili,migrazioni,deflagrazioni pubbliche e private,benedizioni e maledizioni,azioni e reazioni...  per approdare a riflessioni ed emozioni non effimere.Tanto mi basta.                  (gipo,Milano)

 

Zeiss,qualcosa di tedesco cattura per sempre gli inglesi vincitori!
 

Andria,via Gioacchino Poli, foto Zeiss Riccardo Poli,settembre 1943.

Carri armati dell'VIII Armata britannica entrano in Andria il 26 o 27 settembre del 1943.Il 22 erano entrati a Bari.Con molta prudenza si avvicinarono ad Andria  abbandonata dai tedeschi in ritirata.Il primo di ottobre entreranno a Foggia,già rasa al suolo da tremendi bombardamenti aerei.Mi trovavo con i miei sul balcone centrale di casa.Mio padre scattò la foto con la sua Zeiss dal balcone più a nord,inquadrando una domestica che osservava attentamente la scena sul balcone opposto.Mi sembra di ricordare, come in un flash della memoria,che la ragazza con un significativo e rapido gesto,tra il liberatorio e il festante,si tolse il grembiule per applaudire il Nuovo che avanzava.Un'epoca era finita.

Cittadino europeo di oggi,di quali avvenimenti ero spettatore o testimone diretto o indiretto -radio,giornali,commenti di parenti e amici,ricostruzioni dei fatti a posteriori- quel 20 maggio del 1945? Ebbene,come dire da meno di due settimane,il 7-8 maggio, la Guerra in Europa era finita.Il generale Alfred Jodl aveva firmato la resa incondizionata della Germania nazista.22 giorni prima Mussolini era stato giustiziato e appeso con la Petacci e altri gerarchi in piazzale Loreto,dove era stato fucilato il salentino Achille Starace,ben conosciuto dai miei e da mio nonno sin dai tempi della Grande Guerra e in epoca quindi pre-fascista.Hitler ed Eva Braun si erano suicidati venti giorni prima e Heinrich Himmler cercava con un gruppo scelto di SS di farla franca.Ma,come dire dopodomani il 22 maggio,sarà catturato dagli inglesi e il giorno 23  il Reichsfuhrer-SS  si suicida,come avevano fatto Goebbels e altri nazisti e come farà Goering durante il processo di Norimberga. Di suicidio in quei giorni sentivo parlare molto spesso e i giornali sfornavano in continuazione versioni sulla fine di Hitler, di Mussolini e Claretta ecc ecc.Bambino di 8 anni,ho poi cominciato -tra i 9 e gli 11- a leggere con assiduità i giornali,un po' per tener dietro alle agitazioni sempre più frequenti di mio padre e un po' per mie curiosità personali, con il Processo di Norimberga  e con la prima guerra tra arabi e israeliani,appena nato lo Stato d'Israele.Prima che nascesse,ricordo attentati ebrei contro soldati e ufficiali inglesi,apparato militare del Governatorato britannico.Ma ritorniamo all'oggi:una pronipote di Heinrich Himmler (il nonno Ernst era fratello del Capo nazista e nazista "ben celato" lui stesso negli anni del dopoguerra) è una docente di scienze politiche ("studierte Politikwissenschaft") e signora ,oltre che molto determinata,non priva di dolcezza e affabilità.Come il celebre pro-zio aveva organizzato lo sterminio di massa del popolo ebraico ecco la storia rovesciare le carte:la pronipote sposa un cittadino ebreo dello stato d'Israele.La signora Katrin