A LOYOLA
A Loyola
(i palindromi di gipo,Milano)
Collezione di santini. / Archivio privato Gioacchino Poli.

"Perinde ac cadaver".Allo stesso modo di un cadavere.Proprio come un cadavere.E' il motto di Sant'Ignazio di Loyola (Loyola 1491 -Roma 1556),fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti),che fa riferimento al particolare voto di obbedienza che gli stessi Padri devono al Papa.La propria volontà,le proprie istanze della sottomessa persona,individuali o rappresentative di una gerarchia,devono scomparire come se l'individuo fosse un cadavere,dinnanzi alla speciale obbedienza dovuta al Papa. Il cosiddetto "quarto voto",dopo i Voti solenni di Povertà,Obbedienza e Castità.Sulla differenza tra voti semplici e solenni e su altra terminologia gesuitica,puoi consultare il sito Gesuiti.it / Glossario dei termini gesuitici.Il sito contiene una iconografia più pertinente e corretta (cartoline ignaziane ecc) rispetto all'immagine presentata,quel teschio quasi bersaglio -in cerchio rosso- su fondo nero.Ma la Chiesa cattolica,il Papa,alcuni ordini cattolici,molti militanti non sono forse oggetto di un vero e proprio tiro al bersaglio da parte di alcuni settori,pur minoritari, della società civile e politica,culturale e scientifica italiana? La mia irrefrenabile vocazione al palindromo -e alla comunicazione per palindromi- mi costringe all'autocitazione sul cadaver:
"Re vada cadaver!". (i palindromi di gipo,Milano)
Quanto e come abbia influito,nel corso dell'esistenza, la mia quinquennale educazione gesuitica leccese degli anni dell'adolescenza,crudamente poi contrastata -a livello interiore- da una sterzata laica e libertaria non so dirlo.Certamente molti anni della mia vita sono stati un pendolodifficile,quando non amaro,tra i due mondi.Per esempio,al "Perinde ac cadaver" dei Padri Gesuiti andai a un certo punto accostando il "Nei secoli fedele" dell'Arma Benemerita.E persino il film della memoria personale,per anni in una Sala Ricevimenti del mio Collegio Argento,mi presentava il flash delle Autorità,del Potere Costituito intrecciato a immagini religiose e militari,civili e politiche dell'Ordine da rispettare,in un Dovere Dato,indiscutibile,anche se via via sempre più discusso.
A Loyola:
A Papa, or è "Nero": a Papa*...
A Loyola!
(i palindromi di gipo,Milano)
Lo spagnolo Padre Adolfo Nicolas della Compagnia di Gesù. A.M.D.G. Ad Maiorem Dei Gloriam, Per maggior Gloria di Dio.
20 gennaio,domenica ore 13.Roma,Piazza San Pietro.Benedetto XVI all' Angelus.Presenti in piazza e in via della Conciliazione 200.000 persone convenute in segno di solidarietà con il Pontefice per l'assurda vicenda dell'Università romana "La Sapienza".Si vedono striscioni semplici ed espressivi,densi di significato.Si ascoltano frasi gridate con il cuore ma che non offendono alcuno. LIBERI di ASCOLTARE. La SAPIENZA è di DIO. Il Papa nel breve discorso appare quasi di buon umore,ha un piglio deciso ed entra subito in argomento,senza tergiversare,senza inutili giri retorici.Riafferma l'esigenza dell' unità per i cattolici,cita San Paolo e ribadisce il suo amore per la ricerca della verità.Invita al rispetto delle opinioni altrui e al dialogo. "Ricercare con spirito di libertà la verità e il bene",puntualizza il Papa.E -intervistato- il cardinal Ruini afferma che non c'è stata alcuna prova di forza,non è davvero il caso di definirla così: ma,corregge, una "prova di gioia,di affetto e di vicinanza".
1.-Collegio Argento Lecce,in Google. 2.-Il gabinetto di fisica del collegio "Argento". 2.2.-Op.cit.,p.14,vedi Sale di ricevimento. 3.-Icone di guerra,icone di pace.In Google. 4.-Cfr. vedi cit. Sant'Ignazio di Loyola in "Mia madre,di nome Maria",14 marzo 2005.In TVeTV. 5.-I Gesuiti a Milano: il San Fedele. 6.-Esercizi Spirituali Ignaziani,in Google.
"O memo: Rever... O Memo..." (i palindromi di gipo,Milano)
La Compagnia Trionfante... (I Rev. Padri Gesuiti nel mio ricordo) 1.-p.Antonio Chetry S.J. (Casarano 1913-1984).Ho verso di Lui un piccolo debito di riconoscenza.Mi aiutò,in un momento difficile,a trovare un lavoro "da assistente o prefetto" in un Istituto religioso presso i Padri Giuseppini a Modena,in viale Storchi:un nome che mi porta a... Teatro.Presso quell'Istituto il cibo era buono e abbondante,annaffiato poi da un lambruschino frizzante quel po' da levar grazie a Nostro Signore e al reverendo padre Chetry,che Iddio lo benedica tra il profumo fresco e fruttato di quel vino,persistente oltre i decenni.Per non parlare dei giorni di festa in cui veniva servito un ottimo cotechino con delle generose,bibliche lenticchie.E vale poi tanto chiedersi a quale varietà appartenesse quel Lambrusco benedetto,se fosse Lambrusco di Sorbara o Grasparossa di Castelvetro? Non era né l'uno né l'altro perché,socchiudendo gli occhi,ancora ne vedo il colore rosso rubino carico di speranza,con spuma dagli orli violacei come le promesse di una donna sognata.Perciò ho pochissimi dubbi, tutto rimanda al Salamino di Santa Croce.Il viale Storchi era spesso immerso nella nebbia.L'aria fredda e pungente era bellissima.Ero andato via da Lecce "cercando" l'inverno e le stagioni.Ho a lungo detestato le stagioni "molli" ovvero i luoghi dove non si avvertono i morsi del freddo invernale.Voglio citare dello stimato padre gesuita un'opera di cui bisbigliavano sorridendo -e con una punta di malizia,quasi il padre Chetry si fosse lasciato andare a una frivolezza al limite del lecito- bisbigliavano dandosi di gomito tutti i giovani allievi appassionati di calcio, soprattutto quelli più avanti negli anni,delle classi superiori: Il gioco del calcio esposto in latino (Bari,1954).Mi piacerebbe trovarne una copia,perché io quel calcio esposto in latino messo su carta bello e stampato non l'ho mai letto.Ma lui da vari anni,anche precedenti all'edizione, mostrava interesse per la traduzione in latino di termini moderni: per es. cannocchiale,radio,scafandro,palombaro,sottomarino,bomba,carro armato,radar,antibiotico,radiologia,raggi x ecc.
2.-p.Giuseppe De Bonis, in Google S.J. (Lecce 1913-1992).Il Cineforum del Collegio Argento è in qualche modo legato all'immagine sorridente di padre De Bonis,occhialuto,guance rubiconde di una paffuta dinamica cordialità.Mi sono chiesto qualche volta se il sorriso di padre De Bonis non fosse in qualche modo legato alla consapevolezza di annunciare,presentare "momenti lieti,interessanti" e anche mondani,di socializzazione giovanile pure "tra i due sessi" che aveva occasioni di bisbiglio,di chiacchiericcio furtivo e scoppi di piccolo chiasso... represso con qualche batter di mani energico,la mano destra a colpire sveltamente il palmo aperto della sinistra.Uno dei primi film visti nella Sala del Collegio,forse addirittura il primo,fu Le chiavi del Paradiso (1944,anno di produzione),visto nel 1945 o '46,interpretato da un Gregory Peck a inizio carriera,ma già sfolgorante. Il film sembrava soddisfare in pieno le tematiche dei Gesuiti: il protagonista era un padre missionario in Cina,teatro già di per sé "tipico" della combattiva e intelligente battaglia dei Gesuiti nella storia e nel mondo. Una bella fotografia in bianco e nero e una musica funzionale,efficace facevano del film una macchina strappa-applausi,e della storia raccontata un racconto edificante.
3.-p. Raffaele De Bury, in Google S.J. (Napoli 1896-1981). "Chi è Dio?" "Dio è l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore del cielo e della terra." Non so se abbia ecceduto in maiuscole rispetto al Canone della Forma obbligata e dovuta o,d'altro canto,abbia penalizzato con due minuscole il cielo e la terra.Certo è che sull'adolescenza inquieta una parte la ebbe l'insegnamento del Catechismo,il cui corretto apprendimento trovava un premio,una gratificazione in alcuni dischetti metallici chiamati medaglie. Come alle Olimpiadi,il valore venale delle stesse -di quell'oro e di quell'argento- era nullo ma quello morale altissimo.Del resto anche il brillìo della medaglia d'oro era tutta un'altra cosa.Il conferimento ad personam presupponeva un salire su un palcoscenico,nell'occhio di bue,e non ricordo più tanto bene se offrire anche il petto orgoglioso alla spilla e a quella sfiorata lieve meravigliosa puntura... o se comportasse soltanto il ritiro di un diploma e di un astuccio.Certo che lo scroscio degli applausi sembrava proporzionale all'oro e all'argento,mentre ai degni di lode toccavano i "resti" di quegli applausi,qualche battuta isolata di mani forse di un congiunto più irritato che esaltato,nemmeno sostenuto da una claque vigorosa.
4.-p. Giuseppe Germier, in Google S.J. (Napoli 1906-1979) San Bernardino Realino,Libr. Editrice Fiorentina,pp.172.
5.p. Pisani, in Google. Padre Pisani lodò per qualche anno una mia recita alla Sala Dante,la "Dante Alighieri".Vissi un po' di rendita per quel successo.Recitavo un Pater Noster inizialmente fervido,poi via via interrotto da qualche mio perfetto sbadiglio e da cedimenti ai diritti naturali del sonno.Si noti che,nella finzione,il tutto avveniva mentre il bambino era intento a studi elementari.Un primo conflitto,è il caso di dirlo, tra cultura e natura,tra spirito e corpo. Un bozzettismo realistico che mi portava a far scivolare i gomiti su un tavolino e a recintare con le braccia un comodo spazio entro cui adagiare la testa innocente e bionda. (Applausi) Padre Pisani,chissà perché, mostrò di attendermi fiducioso e divertito nell'avanzamento degli studi classici.
6.-p.Tufano (ministro).E' vero che le persone basse di statura hanno bisogno del comando o riescono meglio nel comando? Nel corso degli anni,ogni tanto ho sentito porre l'annosa questione o vexata quaestio... Lasciando da parte Napoleone e Hitler,Mussolini e Fanfani e considerando tempi più recenti,risulterebbe evidente come Prodi e D'Alema siano riusciti a guidare governi e Piero Fassino, di altezza fisica e di magrezza e pallore smisurati, si sia dovuto accontentare di guidare un partito.Anche Prodi è un basso che comanda moltissimo a confronto del suo mortificato portavoce, alto e pallido ed emaciato pure lui.Qualche volta però l'ho visto,il portavoce, assumere espressioni da Gabinetto del dottor Caligari, capolavoro del muto.Persino nel variegato panorama della Sinistra unita e divisa,di lotta e di governo,troverete i "bassi" Giordano e Mussi,con abbondante ciuffo distintivo,un passo avanti a parlar nei microfoni rispetto all'Alto e preparato Cesare Salvi e all'elegante e caustico Angius,di ben altra presenza.Non parliamo dell'opposizione di centro-destra, dove il Cavaliere Mediatico si è divertito per anni a sovrastare,con il piccoletto e volitivo Arrigo Sacchi, i giganteschi Gullit e Van Basten e ha messo in necessaria anticamera il rigenerato Fini, ben più prestante metro alla mano.Insomma padre Tufano era il padre Ministro e comandava l'Universo Gesuitico del Collegio con piccola statura inversamente proporzionale alla sua autorità e direttamente proporzionata al suo studiolo,bene illuminato da una finestra interna con rigorosa tenda ma veramente piccolo,dove l'eventuale rimprovero o rimbrotto sembrava ingigantirsi e far scoppiare le pareti a ridosso.Si deduceva da ciò che l'autorità del padre Ministro non ristagnava in quello studiolo ma era per così dire fluttuante,accompagnata e diffusa da una sua mobilità di passo,sempre temibile e presente nei lunghi corridoi e per i solenni scaloni.
7.-p. Tufano (prof. Lettere)."Ego sum anima lunae".Padre Tufano,professore di Lettere alla Scuola Media,era cugino del Padre Ministro ma non era basso di statura come il detentore del bastone del comando: era invece di un'altezza e di un aspetto tanto normali da essersi completamente cancellato dalla memoria.Non così alcuni suoi comportamenti didattici,ancora vivi nel ricordo di una sua gestualità astratta,senza volto,e di una voce dal timbro sicuro uscito dal Nulla.Uno -tra quei comportamenti- era permeato di un certo spirito agonistico,l'altro di un certo spirito umoristico.
[Continua.Ogni paragrafo è suscettibile di "accrescimento narrativo".]
*Perché dovrei dimenticare la "signorina Scurti" della Scuola Elementare,una maestra che mi sembrava di mezza età,un po' pingue ma di una pinguedine dignitosamente sfatta,con gli occhiali,vestita con un "pesante" tailleur scuro,forse blu,che ne accresceva la stazza di media altezza,larga di severità affettuosa e un po' oscillante con un dondolio da barcone sui tacchi sempre neri, una borsa nera al braccio nella quale conservava una piccola scorta di grosse matite rosso-blu e una caramella Perugina e un corto pettine d'osso e una gomma morbida per cancellare e una più dura e una stilografica a inchiostro che non usava mai e un artistico tempera-matite cui sembrava molto affezionata,una sorta di burbera benefica sicurissima nello scegliermi per affidarmi cose da imparare a memoria,poesie,discorsi,presentazioni e quanto altro attenesse alla liturgia scolastica del tempo? Non sono scomparsi nella nebbia i suoi occhi scuri a palla dietro le lenti,la voce robusta che faceva l'appello,la stessa voce che un giorno chiamò "Carloni!" due volte,e Carloni rispose "Non vengo" e lei chiese "Perché?" e Carloni disse:"Perché sono fiacco".Fiacco? E che significava fiacco? Era senz'altro qualche strano impedimento... Fino a quel momento non solo non ero mai stato fiacco ma nessuno attorno a me nemmeno in famiglia lo era stato.Possibile? E poi era qualcosa che uno poteva dichiarare così ad alta voce,anche se con un certo sforzo.Il banco di Carloni era vicino al mio.Girai la testa verso di lui e per la prima volta nella mia vita vidi uno fiacco.
Collegio Argento, Liceo-Ginnasio Parificato Lecce
I PREMIATI DELL'ANNO SCOLASTICO 1945-1946, 25 marzo 1947,pp.1-26.
Tipografia La Commerciale di Davide Sambuchi, Lecce,1947
Archivio privato Gioacchino Poli.
Nell'ovale fotografico,pallida citazione della memoria,il piccolo monumento celebrativo a padre Nicodemo Argento ("prima pietra" dello storico edificio scolastico 1888-1896 fine lavori),gesuita fondatore dell'Istituto che porta il suo nome "giunto a Lecce nel 1872" e ivi morto nel 1905. "Du lu mandi,a padre Argentu?"- chiedeva il vecchio zio in dialetto leccese per sapere in quale scuola sarebbe stato iscritto il nipote."Dove lo mandi,tuo figlio a studiare,da padre Argento?" Il busto di "padre Argento" -come veniva chiamato con affetto e considerazione dai leccesi,quasi fosse sempre vivo e operante- campeggiava in una piccola aiuola recintata antistante all'ingresso del Collegio (clicca per ingrandire).Quell'ingresso scuro di legni e lucente di ottoni, pulitissimo,ordinatissimo pareva governato da cerberi severi e implacabili.Le porte del sacro luogo erano ben custodite.
A MAGGIOR GLORIA DI DIO / A DECORO DELLA RELIGIONE / AD INCREMENTO DELLE LETTERE E DELLE SCIENZE / SI PUBBLICANO / I NOMI DEGLI ALUNNI / CHE NELL'ISTITUTO ARGENTO / DURANTE L'ANNO SCOLASTICO 1945-'46 / PER BONTA' E PROFITTO NEGLI STUDI / MERITARONO PREMIO E LODE (pag.3).






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