Ecce Lecce: Irene Ceneri: ecce Lecce

Se a Roma -e nel resto d' Italia- è Quaresima, nel milanese si festeggia il Carnevale ambrosiano.
Ecce Lecce,
ecce Lecce...
(i palindromi di gipo,Milano)
*In una Chiesa fastosa del barocco leccese, la chiesa di sant'Irene -patrona di Lecce nel Seicento- sul vecchio e una volta frequentatissimo corso Vittorio Emanuele,sul finire degli anni Cinquanta partecipai a una funzione religiosa del "mercoledì delle Ceneri".Carnevale e Quaresima venivano vissuti con un senso oggi ignoto ai più.
**Benedetto XVI e il "Mercoledì delle Ceneri",in Google.In questo mio post di certo si è verificata una conversione spazio-temporale e tecnologica.Spaziale perché unisce luoghi tanto diversi e distanti: Milano,Lecce,Andria e Molfetta,e il Queensland in Australia,The University of Queensland... Temporale perché visita il secolo scorso, attraverso pagine riportate alla luce, e conversione tecnologica per la linkata proposta di lettura dei miei palindromi.
A un'amica australiana un mio palindromo "quaresimale":

Gioco in maschera.maschere in gioco.
Una pagina di un "introvabile" libro del secolo scorso. Quanto sopravvive del "Mercoledì delle Ceneri",del tempo di Quaresima,nelle città italiane e nelle aree metropolitane,segnate dai tempi del "consumo esibito" e del "consumo negato",frustrante e del "consumo abusivo",scippato strappato,malavitoso,banditesco?Quanto "spazio" c'è oggi,tra le mascherate tribolazioni di una sincopata modernità,per il "tempo della preghiera" e le veglie di preghiera nel "tempo televisivo" marcato dal "tempo pubblicitario"? C'è spazio e voglia -cioè luoghi e ancora tempo- per il "tempo religioso cantato",come pratica cantata e come tempo d'ascolto interiore? La vera novità è forse oggi rappresentata nel nostro Paese dal tappeto di preghiera,segno di una presenza musulmana non ancora travolta dalla "religione del consumo".Da un altro versante,la stessa "religione del consumo" è vista come elemento unificante,globalizzante della nostra epoca.Ma l'equilibrio tra consumi e risorse è tutt'altro che facile,e non è facile quello tra risorse e pressione demografica,e nemmeno quello tra pressione demografica esterna e Il magnifico Duomo di San Corrado,nel Borgo antico di Molfetta. [ivi ire Muti = "itum" eri ivi] [Cfr. Un palindromo italo-latino di gipo,2005.*L'approccio musicale attraverso un "percorso diverso": handicap e suono.Handicap & Innovation]
perdita di identità interna per vistoso calo demografico,in paesi affetti da egoismo senile.
E' "Ti-tè"?
Ero lo Dolore...
E' Ti-tè!
(i palindromi di gipo,Milano)
"Di passaggio per Andria: Le Ceneri" recita il titolo di una poesia del molfettese Giacinto Panunzio (1889-Roma?1979c.a), Poesia 1906-1930,pp.1-208, Cappelli,Bologna,1930,pag.127.Gioacchino Poli,"zio Gioacchino",nato a Molfetta nel marzo 1853,andriese d'adozione,morì a Bari nell'agosto del 1924. "Morì d'Agosto per le vie di Bari" canta un endecasillabo sciolto dell'affettuoso Panunzio,ricco di affetti tra geometriche dediche"A tutti i cari che mi son morti,/ A tutti i cari che mi son vivi." Il '24 è l'anno del delitto Matteotti e della "svolta autoritaria" del Fascismo.Nel giugno del '24 muoiono Matteotti e Franz Kafka.Lo stesso Kafka ("la cornacchia" in ceco) aveva scritto in quell'anno Giuseppina la cantante o il popolo dei topi.Tre sorelle dello scrittore,Valli Elli ed Ottla (Ottilia),moriranno un ventennio dopo nei lager nazisti.Negli ultimi mesi di vita,una dolorosissima laringite tubercolare impedisce allo scrittore di parlare e,alla fine, di inghiottire.Si esprime attraverso biglietti di conversazione,un po' come,per diverse ragioni,faceva Beethoven con i suoi Quaderni.Corregge le bozze dell'ultima raccolta di racconti di Un digiunatore (Ein Hungerkunstler) quando non gli restano che pochi giorni di vita.Specificamente,il 1924 è anche l'anno della Politica in nuce di Benedetto Croce,che allargherà il solco con lo statalismo gentiliano,pubblicata a Bari da Laterza,a parte altre Quattro Lezioni del Breviario di Estetica,già del 1912 dello stesso Croce,sempre "barese e laterziano".A don Benedetto mi ha condotto proprio il citato Panunzio "cantor di famiglia" con queste poche righe che tracciano tutto un percorso di piccoli affanni idealistici e poetici: "Sottoposi più tardi,studente il 3° anno di legge in Napoli,tutti i miei primi versi a B. Croce,cui nel novembre 1909 mi presentava il conte Eustachio Rogadeo,amico della famiglia di mia madre Donna Giuseppina Poli". Per un attimo dimentico il saldarsi di donna Giuseppina Poli alla Giuseppina cantante kafkiana del popolo dei topi.Ma il conte Eustachio Rogadeo nossignore,quello non posso dimenticarlo,quel conte che introduce alla Maestà dell'uomo di Pescasseroli (op.cit.,pag.6,Per le mie nozze d'argento con la Musa).Eppure il Rogadeo in famiglia non spunta dal nulla.La mia collezione di santini lascia più di una traccia vergata Sylos,Sylos Labini e Sylos Calò e costoro conducono a Bitonto ed ecco la sede della Biblioteca comunale essere ospitata nello storico secentesco palazzo Rogadeo.Non si confonda il Museo,intestato ad altro Rogadeo,con la Biblioteca civica.E'nella Biblioteca civica che rispunta l'Eustachio il terzo di famiglia,con tutto il peso di 55.000 volumi: una cosa veramente degna della Maestà crociana.E dire che il conte si era limitato a pubblicare a Trani,nel 1910,presso Vecchi, soltanto dei Manoscritti inediti.E' bene però reinstallarlo l'Eustachio III,con il dovuto rispetto,nell'avito palazzo,per le antiche scale.
(Clicca per ingrandire e leggere testo)
E zio Gioacchino ripensa a Molfetta:
"Che stanotte tè-tè fa per via Borgo
La tromba... (è morto tomo in Carnevale)
E annunzia l'epopèa tradizionale:
Un primo odor di... Settimana Santa.
E va e va la croce pel paese...
La tromba piange e da tutte le Chiese
Lo scampanìo notturno le risponde
Cose profonde".
Voci correlate.
1.-P.P.Pasolini,Le ceneri di Gramsci,1957. 2.-Goffredo Parise, Il crematorio diVienna,1969 / Cfr. "33 brevi prose narrative".
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