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Gianfranco Funari era Massone?

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (20/07/2008 - 16:11)


 

La squadra,il compasso e la G appartengono alla Simbologia Massonica.

 

 

 

 

I

E' NON è...

 

E ci dice

El Google

"In ossa Massoni"?

Ivi

TENET

Ivi,

In ossa Massoni...

El Google,

E ci dice:

E'... non è.

                          (i palindromi di gipo,Milano)

nota.-Vale la pena sottolineare che il fatto che Gianfranco Funari possa essere stato affiliato alla Massoneria non ha alcuna connotazione negativa.Libero di appartenervi e di parteciparvi con qualsivoglia impegno.Non ne fece parte? Non cambia nulla.Molta gente sommersa dalla cattiva e frettolosa informazione è portata a credere che sia un titolo di demerito o che nasconda necessariamente chissà cosa.Le cose stanno invece in questo modo.La Massoneria,come la Chiesa cattolica o come l'Islam  o come il Buddhismo -e altro ancora-  ha una sua storia,suoi uomini,suoi percorsi.All'interno di questi percorsi possono esservi deviazioni ed errori.Non per nulla,in certi casi,si parla di Logge deviate con agganci ai Servizi Segreti -deviati pur essi- a "scopi eversivi".Chi stabilisce tutto ciò?La risposta è semplice:nei tempi della cronaca,da un lato, la Magistratura,con le INCHIESTE DOVUTE e,dall'altro, gli organi di INFORMAZIONE con la corretta circolazione delle notizie disponibili; nei tempi della Storia, gli storici con le loro ricerche sempre in divenire,dal momento che ingessare la storia,una volta per tutte,equivale a ingessare l'incessante ricerca della verità.

                         (gipo,Milano)

Qui accanto,in esergo,un motto tratto da Jean Marie Ragon,"luminare della Massoneria francese" e presente nella Bibliografia massonica.

"Faire connaitre la Maçonnerie c'est la faire aimer"

    RAGON

(Clicca per ingrandire)

A sinistra,di Umberto Gorel Porciatti Simbologia Massonica.Massoneria Azzurra,Roma,Casa Editrice "Atanòr",maggio 1947,pp. 1-176.

(Clicca per ingrandire)

A proposito di Simbologia Massonica,cfr.recensione a J. Boucher.

Jules Boucher
La Simbologia Massonica

Trad.di C.M.Aceti. Rived.da F.Idraccolo. Roma, Atanor Ed. 2001, cm.15,5x21,5, pp.XXII-376, 11 tavv.e 123 diss.bn.nt. br.cop.fig.

Il libro più importante sui simboli massonici!
Questo testo del Boucher presenta in modo ampio ed esauriente il simbolismo massonico nelle sue diverse articolazioni e in riferimento ai gradi di apprendista compagno e maestro. In esso tutti i simboli vengono analizzati e interpretati...
Quanti sono i massoni italiani che non conoscono La Simbologia Massonica di Jules Boucher, uscita in Italia per i tipi dell’Atanòr? Pochi, speriamo. Un lavoro che ha cercato, secondo orientamenti molto diffusi nella pubblicistica massonica francese, di fare ordine, chiarire e precisare una materia che spesso può offrire il fianco alla fumosità, all’opinabilità.
Si era nel lontano 1948 e l’opera di Boucher proseguiva 1’impresa avviata, nell’ambiente francese, da pionieri della riscoperta del simbolismo come Oswald Wirth, Edouard Plantagenet, Amélie Gédalge, Marcel Spaeth, Edmond Gloton, che a loro volta erano stati influenzati nel loro approccio simbolico dalle idee occultiste in voga all’inizio del XX secolo.
Ma già nella prefazione, Boucher dichiarava con umiltà:
”Se il nostro lavoro, agendo da fermento, susciterà altri studi che lo rettifichino o lo completino, ne saremo felici, sapendo allora di aver fatto un’opera utile”.

Qui accanto PRECETTI MASSONICI.Dalla "quarta di copertina" de "IL MONDO MASSONICO",periodico Mensile,aprile 1947. (vedi in alto)

Con alcuni,con molti o con tutti di questi precetti si può tranquillamente convenire.Dopo di che non resta che rispettarli.

I Documenti pubblicati fanno parte dell'Archivio privato Gioacchino Poli,Milano.

(Clicca per ingrandire)

II

CITAZIONE MASSONICA IN PALINDROMI

Tic cit.

A me tema

I lumi... i muli

E rei... là va Cavaliere!

E cor Croce...

E rei, là va Cavaliere:

I lumi,i muli...

A me tema,

Tic cit.

                    (i palindromi di gipo,Milano)

III

O Iddio!

Agav vaga

E noi sì Visione?

Agav vaga,

O Iddio...

                    (i palindromi di gipo,Milano)

 

Voci correlate.

1.-Umberto Gorel Porciatti,in Google.   1.2.-IMMAGINI Umberto Gorel Porciatti IMMAGINI,in Google.   2.-"Il Mondo Massonico",Periodico Mensile.In Google.   3.-Gianfranco Funari era massone?In Google.   4.-Gianfranco Funari,in Google.   4.2.-IMMAGINI Gianfranco Funari  IMMAGINI,in Google.   5.-Scompare Funari,in Google.   5.2.-IMMAGINI Scompare Funari  IMMAGINI,in Google.   6.-Il peggio e il meglio della TV,in Google.   6.2.-IMMAGINI Il peggio e il meglio della TV IMMAGINI,in Google.   7.-Storia della Massoneria,in Google.   8.-La Massoneria nel Risorgimento,in Google.   9.-La Massoneria nell'Italia post-Risorgimentale.In Google.   10.-Massoneria e Fascismo,in Google.   11.-Massoneria e Antifascismo,in Google.   12.-La Massoneria nell' Italia repubblicana,in Google.   13.-Pregiudizi antimassonici,in Google.   14.-Giovanni Spadolini e Il Tevere più largo.Una definizione felice e datata?In Google.   15.-Le opere massoniche di W.Amadeus Mozart.In Google.   16.-Massoni e massoni,in Google.   17.-Il Rotary massonico,in Google.   18.-La Massoneria,un'organizzazione iniziatica a livello mondiale.   18.-Mario De Marco,Storia della Massoneria di Terra d'Otranto.In Google.   18.2.-Mario De Marco,Profili bibliografici di massoni salentini,Lecce,Il Grifo,2007.

La Massoneria. Rivelata agli Italiani

Opuscolo pp.1-72,Milano,1946.Prezzo L. 125

I. Che cos'è la Massoneria   II. Breve storia della Massoneria   III. La Massoneria nell'Italia contemporanea   IV. Riti Massonici   V. Massoneria,Chiesa e Stato.

E "paga"* Agape?      (i palindromi di gipo,Milano)

*La domanda può essere molto pesante e volgare.Non lo so oggi in che termini si possa rispondere.So per certo che mio nonno Gioacchino Poli  (Molfetta 1853-Bari 1924) massone militante per molta parte della sua vita,in termini economici ci rimise una fortuna.Ma i suoi ideali gli arricchirono la vita in rapporti e relazioni umane fervide e durature,in Puglia e in Italia,vale a dire a livello locale regionale e nazionale,in un'Italia unita da poco,ma anche in Europa,in Francia e in Grecia soprattutto.I suoi ideali lo sostennero per un'intera vita,fino al giorno della sua morte."Molti molto amò,e da molti molto fu amato." In queste parole c'era un fondo di verità.E tanto basta e avanza.

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I/4 A mano a mano...

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (09/07/2008 - 11:18)






I

O "Name"* e mano

O nota a tono,

O nate a Gaetano!**

O nota a tono,

O "name" e mano...

                                  (i palindromi di gipo,Milano)

*Name in inglese significa Nome.Quale Nome il "destino" vorrà assegnarti? E/o,visto il delicato e complesso e dibattuto problema del "libero arbitrio" quale Nome Tu stesso vorrai assegnarti?

**Gaetano è qui il noto,intenso e sfortunato cantante Rino Gaetano (1950-1981 ),prematuramente scomparso in un incidente stradale."Nate a Gaetano" sono perciò le sue canzoni.Implicitamente,si cita la Canzone che ha dato anche il titolo al mio post: A mano a mano... (Vedi e ascolta nel link a You Tube)

Buona ventura, di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610).

La zingara -con soddisfazione del velenoso leghista?- nell'atto di "leggere" la mano al fiducioso cavaliere... gli sfila l'anello.Brava chiromante non sappiamo,di certo abile ladra.L'aneddotica sul Caravaggio vuole che l'Artista si sia servito come modella di un'autentica zingara di passaggio.

(Prima versione,Roma,Pinacoteca Capitolina,1593-'94)

(Clicca per ingrandire)

II

O name e mano!

NAME ZEMAN:

Ai gol! O far Grafologia...***

 Name Zeman:****

O name e mano...

                            (i palindromi di gipo,Milano)

***La Grafologia è un'attendibile disciplina scientifica che getta luce su aspetti e tendenze del nostro carattere.E' andata via via acquistando "peso" e credibilità,tanto nel processo penale quanto nei test aziendali per la selezione del personale. Alcuni allenatori si lasciano guidare o suggestionare invece dai più labili Segni Zodiacali o da dubbie e troppo facili Letture Astrologiche.

****Zeman è allenatore geniale,anticonformista e perciò... temutissimo.Affascina tanti,giocatori e presidenti di società.Ma poi viene allontanato ed è costretto a una sorta di  singolare randagismo.Al grande allenatore piace internet di cui ha perfettamente compreso le immense potenzialità,anche umane.

 

CHIROMANZIA. (Clicca per ingrandire)

A sinistra,per così dire,una "mano didattica",genericamente predisposta a una lettura topografica,di luoghi  carnosi,evidenti,tattili deputati al cumulo di opportunità,di destini.

Qui accanto, una mano fatale,quella dell'Assassino.Avete mai stretto la mano di un Assassino?E' una mano come tante,l'occhio no... l'occhio -che io ricordi- era diverso dagli altri,un occhio che non ho mai dimenticato.Ma la mano di quell'uomo chi poteva "rivoltarla e leggerla" come fosse un libro stampato? L'uomo,un giovane medico,non sapeva sparare."Non sai sparare? E che uomo sei?",gli disse mio padre.Non restava che attingere alla conoscenza dell'istruttore à gogo,ex ufficiale della M.V.S.N. cioè della disciolta Milizia fascista del crollato Regime.Quanto alle armi,quell'estate del '47 a Carmiano,a Villa Foscarini,ce n'erano tre a disposizione.Una,graziosissima, era un revolver per signora,leggero,maneggevolissimo,con l'impugnatura madreperlacea:aveva in dotazione piccoli proiettili che s'infiggevano nelle carni offese in modo quasi innocuo,come insulti femminili di non immediata comprensibilità.Ma poi,una volta entrati,potevano far danni,anche maggiori del previsto.Tutto dipendeva dalla distanza da cui la gentile signora si fosse decisa a sparare e dalla zona del corpo colpita...  Sparare con quell'arma civettuola a 6 metri di distanza,con una mira casuale e su un bersaglio in movimento era un conto,ma sparare togliendola da sotto a un cuscino,accostarla alla tempia di un uomo sprofondato nel sonno e inchiodarlo con metallici punti sulla soglia di un possibile trapasso... era ebbrezza non priva di levità tutta femminile,dove il buio dell'altro mondo sinistramente saluta il biancore iridescente,insistito del mondo presente,negli spari a ripetizione,brevi e delicati come consapevoli baci d'addio... E tuttavia mia madre mai sparò con quel revolver,né sapeva sparare.E il piccolo oggetto,prezioso come un gioiello della memoria,dall'impugnatura di madreperla lucente,di provenienza familiare andriese,  servì soltanto a qualche accademica esercitazione.  Una scatola nera rettangolare di medie dimensioni,all'interno foderata di rosso,aveva impressa la marca della seconda arma,una GALESI,di cui non ricordo il calibro.Mi sembra di ricordare alcuni caricatori allineati uno sull'altro sul lato sinistro della scatola e la nera arma adagiata in quel rosso,pronta all'uso per la perfetta manutenzione cui mio padre,meticolosamente,almeno una volta all'anno la sottoponeva,smontandola pezzo pezzo su un tavolo,oleandola,lubrificandola con cura,rimontandola,facendo scorrere il cursore,inserendo il caricatore con un colpo secco dal basso,il palmo della bella forte mano aperto e deciso,mettendo poi il colpo in canna,sistemando la sicura,quasi tenesse una lezione a degli allievi in un apprendistato di fuoco.Fu quella -l'arma N.2- a essere scelta da mio padre per l'istruzione,nel grande giardino retrostante della villa al dottor "Dago",un ginecologo salentino residente a Padova,per l'istruzione all'uso? Fu con la Galesi che le mani del medico,competenti nelle potenzialità della vita acquisirono competenza nella possibilità di dare la morte? Mesi dopo a Padova egli,allievo diligente ben istruito,avrebbe commesso una strage* di cui le pagine ampiamente illustrate di "CrimenSettimanale di criminologia e polizia scientifica  (1948) vollero fornire ogni  dettaglio.Dopo avere ucciso moglie incinta e suocero e aver tentato di uccidere la suocera, il giovane medico pose fine egli stesso alla sua sconvolta esistenza.C'è da aggiungere che mai mio padre volle insegnarmi a sparare,né io pur incuriosito dalla sua competenza gli chiesi nulla di preciso e concreto a riguardo.In vita mia ho sparato due sole volte,la prima da bambino ben quattro anni prima dei fatti di Carmiano,a Villa Palumbo a Trani,in circostanze stranissime  -in quell'agosto del '43 sospeso tra la caduta del Fascismo e l'8 settembre,con mio padre assente nascosto ad Andria in piazza Duomo presso una sua sorella-  sparando a una beccaccia in volo (tiro difficilissimo) con la doppietta da caccia di mio zio Antonio.Non so come riuscii a imporre allo zio,che non era certo un debole, la mia volontà.Lo zio tenne la doppia canna del fucile  -una doppietta di fabbricazione belga fascinosissima ai miei occhi,con i cani esterni finemente arabescati, che sparava incantevoli cartucce colorate Fiocchi-  puntata verso il cielo,sostenendola dal basso per precauzione con il palmo della mano aperto,mentre io variavo e cercavo la mira nel raggio possibile di quell'alzo stabilito da lui.Questa collaborazione mi sembrò bellissima e il rinculo dell'arma non mi allarmò,né la doppia detonazione.

(Clicca su tutte per ingrandire)

La collezione delle Mani Tomba-Rolando Gargiolli appartiene all'Archivio privato Gioacchino Poli.

 Vedi, cfr. L'INTERA SERIE:

I/4.   A mano a mano...   II/4.   Di mano in mano   III/4   Lettura della mano?   IV/4   Una mano fortunata.

Voci correlate.

1.-Chiromanzia e chiromanti,in Google.    1.2.-IMMAGINI chiromanzia e chiromanti IMMAGINI,in Google.

Ed ecco la seconda versione della Buona ventura  caravaggesca,quella conservata al Louvre di Parigi.

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Tra lo scapigliato sperimentatore e polemista Vittorio Imbriani e il pittore Michele Lenzi una bella amicizia.Con un passo d'addio comune,nel 1886

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (05/07/2008 - 10:14)





Michele Lenzi, Ritratto di Vittorio Imbriani.Napoli,Museo di S.Martino,settembre 1885.

Nemmeno quattro mesi dopo il Ritratto,il 1 gennaio 1886 morì l'Autore de L'impietratrice.Lenzi scomparve nello stesso anno.

Michele Lenzi  (1834-1886),pittore e sindaco di Bagnoli,fu grande amico di Vittorio Imbriani (1840-1886),al quale era solito inviare graditissimi tartufi di Bagnoli.Nel 1774 l'occasione del dono ricevuto fece scrivere un Inno al tartufo all'Imbriani,avido di riceverne altri e copiosi...

 

Il pittore Michele Lenzi.E' "il buon Lenzi" dell' Inno al tartufo di Bagnoli Irpino,scritto in una lettera da Pomigliano d'Arco da Vittorio Imbriani nel 1874.

 

 

 

 

 

 La Pinacoteca di Bagnoli raccoglie 77 opere di Lenzi? (sic! Numero palindromo...) Non resta che visitarla per verificare la veridicità di questa notizia.

 

 

 (Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

L'impietratrice in una riedizione milanese del 1983,Serra e Riva Editori.Va precisato però che,come edizione "in volume",quella dell'83 di Serra e Riva sembra essere stata la PRIMA,incredibile a dirsi! Perché nell'Ottocento vide sì la luce,nel 1875, ma soltanto a puntate sull' "Illustrazione Universale".Ciò la dice lunga sul fatto che Vittorio Imbriani sia stato o uno scrittore misconosciuto o "dopo la scoperta" pur sempre uno scrittore "di nicchia".

(Clicca per ingrandire)

Voci correlate.

I."E lì sa Basile..."  (i palindromi di gipo,Milano) *Il palindromo fa riferimento a Giovan Battista Basile e al suo,ormai classico, Lo cunto de li cunti.La critica li ha accostati da tempo all'opera di Imbriani.D'altra parte, lo stesso Imbriani fu studioso appassionato del Gran Basile... (1875).      

II. link e tartufi secondo remohomer, 10.11. 2004.In TVandTV.

III/in Google:

1.-i fratelli Imbriani,in Google.   1.2.-IMMAGINI i fratelli Imbriani  IMMAGINI,in Google.   2.-Vittorio Imbriani,in Google.   2.2.-IMMAGINI Vittorio Imbriani IMMAGINI,in Google.   3.-Matteo Renato Imbriani,in Google.   3.2.-IMMAGINI Matteo Renato Imbriani IMMAGINI,in Google.   4.-Irene Imbriani Scodnik,in Google. *I.Imbriani Scodnik (1850-1940),moglie di Matteo R. Imbriani.   4.2.-IMMAGINI Irene Imbriani Scodnik IMMAGINI,in Google.

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Eldorado Napoli a inizio Novecento.Gli asinelli di Capri

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (02/07/2008 - 19:05)


A ir... O' memoria?    

A ir: o memoria!      

 

                          (i palindromi di gipo,Milano)


 

ELDORADO,Napoli,5 giugno 1902.

 

(Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

Capri da Napoli,1902.

 

 

 

 

 

*Tutte le cartoline fanno parte dell'Archivio privato Gioacchino Poli.

 

 

 

 

 



Capri nel tempo,Capri senza tempo

 

 

 

 Capri- Tipo popolare.Il timbro postale è del 1901.Impressionante il tracciato della strada che sale vertiginosa verso Anacapri: sulle "scoscese bellezze".

 (Clicca per ingrandire sull'interessante foto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capri,Faraglioni.

 

 

 

Napoli,1902.Cartolina di Gioacchino Poli alle figlie: "Alle Signorine di Gioacchino Poli",Andria (Bari).

(Clicca per ingrandire)

Via Tasso a Napoli in una eccezionale veduta del 1901.

 

 (Clicca per ingrandire)

 

 

 

Voci correlate.-

1.-Altopiano Anacapri,in Google.   1.2.-IMMAGINI Altopiano Anacapri IMMAGINI,in Google.   2.-IMMAGINI Anacapri IMMAGINI,in Google.   3.-Archivio privato Gioacchino Poli,in Google.   3.2.-IMMAGINI Archivio privato Gioacchino Poli IMMAGINI,in Google.   4.-Capri a inizio Novecento,in Google.   4.2.-IMMAGINI Capri a inizio Novecento IMMAGINI,in Google.   5.-Capri isola negata,in Google.   5.2.-IMMAGINI Capri isola negata IMMAGINI,in Google.   6.-Capri luogo della memoria,in Google.   6.2.-IMMAGINI Capri luogo della memoria IMMAGINI,in Google.   7.-Cognomi di Capri,in Google.   7.2.-IMMAGINI cognomi di Capri IMMAGINI,in Google.   8.-Icone capresi,in Google.   8.2.-IMMAGINI icone capresi IMMAGINI,in Google.   9.-pendolo della memoria,in Google.   9.2.-IMMAGINI pendolo della memoria IMMAGINI,in Google.   10.-la piazzetta di Tyle Turcato,in Google.  10.2 IMMAGINI la piazzetta di Tyle Turcato IMMAGINI,in Google.   11.-ristoranti capresi,in Google.   11.2.-IMMAGINI ristoranti capresi IMMAGINI,in Google.   12.-videominimo,in Google.   12.2.-IMMAGINI videominimo IMMAGINI,in Google.

Napoli,via Caracciolo a inizio Novecento.

Capri vista da Napoli,1902.Si noti la sella centrale di Capri,sede del capoluogo odierno,pochissimo urbanizzata all'epoca.

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Il professor Prodi con le scissure di Silvio nella testa

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (05/02/2008 - 11:20)




studi grafici

R come Romano.

Fonte: TV&TV, Berlusconi-Prodi,duello nella palude / Il colpo del caimano. E il Berlusca divora l'ICI!

Articolo del 4 aprile 2006,firmato gipo,Milano.

Berlusconi-Prodi,duello nella palude/ Il colpo del caimano.E il Berlusca divora l'ICI!

 

Già il Professore era stato inchiodato nell'insidiosa PALUDE DELL'ANNUNZIATA* Questa volta il Cavaliere non ha mostrato incertezze,a parte una voce un po' logorata,segno forse di troppi, eccessivi impegni nella campagna elettorale.I due uomini si stanno spendendo al massimo.Prodi ha da mesi sullo zigomo sinistro un qualcosa di irritato e di non occultabile.Un'eruzione forse dei tempi cattivi,che a volte gli fanno perdere la pazienza.E' apparso bonario? Ci vuol poco a sistemare aggettivi.Pubblicamente,in TV,il professor Zecchi ne parlò come di un personaggio vendicativo.Per lo meno tale si sarebbe rivelato nei suoi confronti.Gli occhi del Cavaliere si sono rimpiccioliti.La maschera del tempo (che si avvale pure dell'artificio sapiente possibile)  sembra fissare tiranti di raccolta cutanea nelle zone temporali,come fosse uno sbattere la clessidra in calcio d'angolo.Le sue preoccupazioni,sebbene ricacciate spesso da ottimistici sorrisi,paiono addensarsi tra la regione orbitaria e quella fronto-parietale.Che sotto-pelle sia quella una zona nevralgica per il Silvio Nazionale sembra un segno del destino.A questo proposito ci soccorre l'aurea Treccani, Vocabolario della Lingua Italiana,vol. IV S-Z / temporale,2 aggettivo:
 
"LOBI TEMPORALI, i due lobi inferiori e laterali degli emisferi cerebrali (separati dai lobi frontali dalla scissura laterale o di Silvio),che contengono i centri delle sensazioni auditive e vestibolari,e aree per l'integrazione psichica di queste funzioni."
 
E' veramente incredibile che il Professore debba sopportare non una ma DUE SCISSIONI LATERALI DI SILVIO!  Ma qualcuno,nella dotta Bologna, glielo ha detto che porta Silvio sotto pelle,addirittura nel cervello? E poi tanto tranquillo non potrà vivere... Nemmeno vince e già incombono non una ma due... Alt! diranno i prodiani.Non confondiamo scissura con scissione.Non confondiamo.Ma insomma,dover sopportare a livello anatomico,funzionale ecc per un'intera vita il "nome dell'Inimico" è un esercizio di pazienza cristiana che sfiora la santità.E se al Professore gli viene un mal di capo "Ecco -dirà- è la scissura di Silvio!" E poi il Professore non è un pigro ed è pur sempre un professore.Non si accontenta dei fiduciosi prodiani.Afferra il quarto volume del Vocabolario Treccani e si tuffa nella scissura.Ha inequivocabile conferma di ciò che già,da professor,sapeva.Poche storie.La parentesi latina d'apertura appare come una lapide chiodata ammonitrice.E il senso figurato (fig.) di scissura recita implacabile per tutti "scissione,discordia,divisione".E già,pensa,forse per questo son destinato a parlare in nome dell' UNIONE. L'Unione! Abbiamo tutti DUE SCISSURE DI SILVIO piantate nel cervello! Due scissure di Silvio!  Bertinotti e Diliberto?Pannella e Mastella? Quel diavolo rossonero d'un Berlusca! Se l'avvocato  Prisco avesse saputo di avere -elementi costitutivi- due scissure di Silvio nella testa! Adesso persino il neroazzurro Mentana sarà guardato con sospetto...
 
Bando alle ciance,ciance alle bande,bando ai cenciosi cenci ai bavosi,bando ai banditi i santi son finiti.Insomma,"Com'è andato il duello,ha volato l'uccello? Basso è il piccione? Volò alto l'airone?"
BERLUSCONI migliore rispetto al confronto dell'andata.Più regolare e continuo nel rendimento,  con un abilissimo,ben studiato e congegnato nei tempi "rush" finale.
PRODI ha avuto qualche momento brillante [Fa perdere le staffe al...  Cavaliere con un "Berlusconi si attacca ai numeri come gli ubriachi al lampione!" (N.d.R.) cui seguirà l'irata replica]  ("Moderatore lo moderi!") ma anche qualche balbettìo o incertezza o lentezza di eloquio o scansione non scandita -e non condita- di troppo... Forse deve osare di più.Vincendo le elezioni,potrebbe risultare trasformato dalla vittoria.Attualmente non gli è chiaro che patrimonio dovrà gestire.Poi,di colpo,molte cose potrebbero cambiare... Nel complesso,è apparso più incerto e meno efficace dell'altra volta,più discontinuo.
Ma la domanda che poniamo è questa: "Chi ha più radici nel Paese, Berlusconi o Prodi?"  Chi ha più radici vincerà.Ma è poi tanto importante vincere? Siamo matti? E'importantissimo  che vinca Tizio o Caio.Forse.Ma è più importante che in un modo o nell'altro,prima o poi, a vincere sia l'intero Paese.
                                  
                                                   (gipo,Milano)
 
 
Nota su Bonjour tristesse.-L'illustrazione "in giallo" appartiene alla copertina di Bonjour tristesse,1954,romanzo che rese Françoise Sagan  (1935-2004) celebre in tutto il mondo.Da quel romanzo fu tratto anche un film,1958, diretto da Otto Preminger,con Deborah Kerr,David Niven,Jean Seberg e Juliette Greco.L'illustrazione è qui decontestualizzata rispetto al contesto originario e  ricontestualizzata rispetto all'attuale sentimento comune di gran parte del popolo italiano.
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Voci correlate.
1.-TV&TV / Elezioni e TV,in blog Excite.
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Benedetto sia quel Nome,sedici volte Benedetto

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 16:13)






Giandante X.Matita su carta.Studio 1940?

In questo blog si è già fatto riferimento alla vita marginale ed emarginata di Giandante X  (1899-1984),anche autoemarginata ,al rifiuto del suo nome non solo ma persino della sua identità anagrafica,con atti anche clamorosi che sfiorarono l'autolesionismo.Un viandante difficile e scontroso insomma Giandante X,nelle sue peregrinazioni umane e artistiche.GiandanteX cercava una sua verità non di comodo,in tempi in cui le verità di partito,anzi del Partito erano a portata di mano e di... portafoglio.

La scelta di questa immagine è dovuta a quell'uomo chino, che sulle prime sembra stia cercando qualcosa o raccogliendo qualcosa, ma forse sta piantando nella terra qualcosa,un seme che è una speranza,la speranza di una nascita e di una rinascita.L'uomo appare intento verso il suolo,non c'è alcuna fretta nel suo gesto,tutto il suo essere è proteso ma non teso se non nell'interiorità di un atto esteriore ed esterno,che si svolge -c'è da giurarlo- all'aria aperta,in un campo. Il corpo è raccolto e il capo non contiene distrazioni.L'azione è lenta,misurata,concentrata.Non è forse quest'atto, umile e solitario,un atto religioso?

Ultimo colloquio di S.Benedetto con S.Scolastica.

Collezione di santini / Archivio privato Gioacchino Poli.

Sul verso è curiosamente annotato "a penna",con macchia d'inchiostro:"Eugenol   Calabrese Sciroppo Balsamico del Cav.Carmine Calabrese      Barletta". Chissà...  forse, con italico comportamento, qualcuno aveva sì affidato le sue speranze a S. Benedetto e S. Scolastica  -DUE è meglio di uno?- ma poi si era rivolto anche allo sciroppo dello stimato Cav. Calabrese. O forse il santino era stato usato come carta per annotazione da tenere in bella evidenza,da non smarrire.

Ma,in fondo,la preghiera non è anche un balsamo? Il santino attiene alla preghiera.E la breve nota,l'appunto per così dire farmaceutico letto sul verso del santino presentato e fedelmente trascritto qui sopra attiene a uno sciroppo balsamico.Le due cose,apparentemente distanti,di cui si è anche cercato di dare una interpretazione:associazione mentale o casualità? sono in realtà meno distanti di quanto possano apparire a prima vista.La preghiera,negli ultimi decenni,è stata via via accantonata e addirittura irrisa.Persino pubblicamente,dai mass-media, è stata fatta oggetto di sarcasmo,come cosa inutile,atto facente parte di comportamenti tipici di "beghine" in via di estinzione.Ma lo stesso termine di beghina,affermatosi in senso spregiativo,potrebbe invece fare riferimento agli antichi beghinaggi del Belgio,comunità di pie donne oranti sorte in Belgio nel XII secolo e sopravvissute sino ai nostri giorni nello stesso Belgio e in Olanda.La preghiera può essere un balsamo e può rappresentare una ricerca di rapporto in senso verticale,uomo -Dio, e orizzontale,uomo-uomo... Non si capisce perché i centri di potere politico,economico,culturale e consumistico debbano via via espropriare ogni angolo di vita per imporre varie forme di controllo secondo valori egemoni.Salvo poi in alcune circostanze a pentirsene, per la fragilità e inconsistenza di quei valori.

Stesso discorso vale nei confronti di certo mondo monastico.Delle cosiddette monache di clausura si accettano con qualche sorrisetto "pregevoli manufatti residuali" di ricamo o di gastronomia:"pesci natalizi" o "agnelli pasquali" di pasta di mandorle,cassate alla  siciliana e marmellate e dolcetti nuziali.Provate a immaginare Clarisse o Carmelitane Scalze piegate sul restauro di antichi ricami destinati a rinverdire status di nobiltà per fragili matrimoni cattolici celebrati "in pompa magna" per poi naufragare nelle attizzate lotte legali e notarili.Piegate sul ricamo le Clarisse vanno bene.Le Carmelitane,immaginate in ogni tempo e luogo e circostanza scalze,vengono ancora definite brave.E gli arredi sacri -sacri al fasto e  alla festa-  come pensate si siano potuti salvare se non attraverso il lavoro (extra-sindacale?!) di monache devote? Anche tanti arredi di palazzi patrizi devono la loro sopravvivenza all'apporto alacre delle monache: tende e tovaglie,coperte e veli da messa,lenzuoline da battesimo e guanciali,camicie preziose di carnalità devota e fazzoletti per bara da ultimo viaggio. Tutto un mondo di piccolo artigianato di qualità sembra giustificare in extremis  l'assurda vita della "clausura".Ciò perché in qualche modo "rientra" il concetto di utilità,utilità di una economia residuale,marginale ma pur sempre economia.In qualche modo le monache,quelle monache,servono a qualcosa.Pian piano addirittura,nell'Europa di oggi,potrebbe delinearsi una mappa di questo artigianato mistico o para-mistico.Ceste e oggetti in rame,sculture in legno e terracotte e recipienti in canna fanno da corona al panorama dei ricami a intarsio,dei tessuti al telaio,del macramé e del ganchillo.Ma esaurito l'excursus del o "nel" mistico "irriso ma utile",si arriva al nòcciolo della questione: vita attiva e vita contemplativa...  Il dualismo Attivo/Contemplativo non è in realtà per nulla ammesso,accettato.Tutto ciò che è "attivo" sembra quasi avere il lasciapassare della positività e,viceversa,tutto ciò che attiene al "contemplativo" è visto come passivo,negativo,parassitario.Quindi intanto da biasimare e deridere,e poi da conculcare,eliminare,spazzar via,dimenticare...  Il mondo rifiuta il mondo della clausura che a sua volta rifiuta il mondo.Il doppio cerchio sembra chiudersi con una doppia inclusione/esclusione.